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Documenti - Volantini

MINISTRO GIANNINI, TROPPI SONO I MINISTRI INCOMPETENTI

Come nella peggiore delle tradizioni, una poco istruita Ministra dell’Istruzione non perde tempo per far parlare di sé. Le sue prime dichiarazioni sono state di questo tenore:
''I bilanci di molte università sono traballanti anche per i troppi amministrativi. C'è una forte pressione sindacale: assumiamo, poi si vedrà. Invece bisogna prendere i migliori amministrativi e docenti, altrimenti gonfi i bilanci e poi non assumi più nessuno. Stiamo perdendo - prosegue - generazioni di studiosi. Soltanto un cieco può negare la realtà: nell'università italiana da troppo tempo non c'è ricambio''.

IL SAPERE DEI PRIVATI

Le normative applicate alle Università da tutti i recenti Governi, fossero essi di destra-centro-sinistra, politici o cosiddetti “tecnici”, con la complicità della lobby dei Rettori, vanno tutte nella stessa direzione: se le Università vogliono sopravvivere, devono aprirsi ancor più ai privati.

Nel 2013, per la prima volta, il Fondo di Finanziamento Ordinario destinato alle Università statali sarà inferiore alle spese fisse di Personale complessive registrate negli ultimi bilanci consuntivi.
Se i finanziamenti statali andranno tutti per il Personale già assunto, è superfluo dire che gli spazi per lo sviluppo in Ricerca e gli investimenti per la Didattica si ridurranno al lumicino; ben diverso è il trattamento che, con i soldi delle tasse dei cittadini italiani, ricevono Scuole e Università private.

E non dimentichiamo il proliferare degli Istituti di Studi Superiori Universitari (ad esempio ISSUGE a Genova): in teoria, centri per l’eccellenza didattica, in pratica mangiatoie dove finanziamenti anche pubblici, nazionali e d'Ateneo, vengono utilizzati per finanziare corsi che si reggono su contratti di diritto privato.

 

Adesione dei Cobas all'assemblea per l'Università bene comune

Nel comunicare la propria convinta adesione all’Assemblea nazionale per l' Università bene comune , che si terrà a Bologna sabato 24 marzo 2012 , Cobas Università vuole portare all’attenzione dell’Assemblea i problemi che recenti e meno recenti disposizioni legislative stanno creando anche sul Personale che fornisce i servizi amministrativi, tecnici, bibliotecari e socio-sanitari.

La modifica degli Statuti in base alla Legge 240/2010 o Legge Gelmini, ha fortemente diminuito e in alcuni casi annullato, le Rappresentanze del Personale negli Organi di Governo e nelle Strutture.

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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