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Lo sciopero di oggi nella sanità

 

Nella giornata odierna è da sottolineare la manifestazione, andata molto bene e partecipata, a Firenze sotto la Regione Toscana, dove una delegazione dei Cobas, di lavoratori e precari è stata ricevuta in Assessorato Sanità ed ha avuto l’assicurazione formale di un piano di stabilizzazione dei precari per il triennio 2018-2020 e risorse aggiuntive accessorie per il contratto sanità che proprio oggi, guarda caso, è stato siglato dai confederali, in forma di “preintesa”.

Nelle altre situazioni, a parte il brutto tempo con una pioggia battente, ha pesato l’atteggiamento ignobile delle amministrazioni degli ospedali che hanno precettato con “cura” i lavoratori dei Cobas che hanno espresso la volontà di scioperare e di essere sostituiti. E’ successo a Pisa (23 lavoratori nostri precettati) a cui abbiamo risposto con una diffida e al Rizzoli di Bologna dove, oltre la precettazione, è stato vietato addirittura il presidio esterno all’ospedale. Peggio ancora a Campobasso dove c’è stato un intervento antisciopero alla Fondazione “Giovanni Paolo II”, in aperta violazione della normativa, ed anche in questo caso siamo dovuti intervenire con una diffida.

Ormai il diritto di sciopero nella sanità e non solo è diventato un miraggio !

Le foto della manifestazione di Firenze

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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