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La bella Sanità e i suoi nodi

 

“Tutti i nodi vengono al pettine” E di nodi la sanità italiana ne ha accumulati tanti in questi ultimi decenni!

Tagli indiscriminati di personale e posti letto negli ospedali pubblici, perpetrati, negli anni passati, da governi ora di destra ora di sinistra a favore di una sanità privata e di interessi prettamente speculativi hanno distrutto l’eccellente sistema sanitario italiano riducendone le capacità assistenziali e negando il lecito diritto alla salute a tutti i cittadini.

A nulla sono valse le continue richieste degli addetti in campo, dirigenti di reparto, medici ed infermieri, sul reintegro degli organici di personale sanitario e di incremento di posti letto, il sistematico impoverimento di risorse ospedaliere ha messo la sanità italiana in profonda crisi perché si è cominciato a trasformare gli ospedali in aziende, perché l’interesse non è più la salute della persona o della collettività, ma il profitto.

Piano piano ci avevano convinti che fosse normale attendere 9 mesi per una mammografia, che fosse normale fare ore e ore di attesa in sala di aspetto prima di ricevere una prestazione ambulatoriale, che fossero normali le centinaia di morti per infezioni ospedaliere che ogni anno si registrano negli ospedali italiani, che tutti gli episodi di malasanità noti o passati inosservati, derivassero dal caso o addirittura dalla presunta incompetenza di qualche operatore sanitario, non è così.

Poi è arrivato il Covid 19, ed ha reso visibile a tutti le precise responsabilità che hanno causato questo disastro, responsabilità non solo dei governi che si sono succeduti negli anni, ma anche talvolta delle spregiudicate politiche delle regioni, e non ultime le responsabilità delle dirigenze ospedaliere che avevano il dovere di amministrare le strutture sanitarie con adeguate e continue programmazioni di risorse e di mezzi sulle basi delle richieste delle loro unità operative, tutto questo non è mai stato fatto.

Ora si corre ai ripari, si allestiscono in fretta e furia strutture atte a contenere nuovi posti letto per ricoverare le centinaia di contagiati, ma i nuovi posti sono subito occupati e ne occorrono ancora, il problema più grave rimane sempre con quale personale sanitario si deve assistere i pazienti nei nuovi posti letto?

In toscana sono stati assunti nel 2020 circa 5000 operatori sanitari, tra medici, infermieri ed OSS, ma purtroppo più di 3000 di queste assunzioni, riguardano regolarizzazione di personale già operante in ospedale con contratti a tempo determinato, o reintegri di pensionamenti, quindi di quelle 5000 assunzioni, pochi medici hanno effettivamente incrementato gli organici ospedalieri, se si considera inoltre che solo “Quota 100” ha sottratto più di 7000 medici dal sistema sanitario nazionale, che per motivi contingenti molti medici sono passati al sistema privato, molti infermieri sono stati deviati sulle RSA , e ad oggi sono oltre 1200 i sanitari positivi in Toscana, rimane un numero ridottissimo di operatori sanitari, per di più stremati dalla prima ondata di pandemia, a far fronte a questa seconda ondata che si rivela peggiore della precedente.

Sempre con lo scopo di tappare la falla, Estar ha messo a disposizione una graduatoria per la Toscana di 280 medici, ma si propone ancora di assumere con contratto a termine, come se finita l’emergenza non ci fosse più bisogno di coloro che oggi sono richiesti disperatamente, allo stesso modo si cerca personale nel settore interinale, attingendo operatori spesso impreparati e non a specifico indirizzo sanitario, spesso con contratti a somministrazione e sempre a termine, invece di internalizzare molte posizioni di lavoratori ad oggi precari, si continua l’opera di esternalizzazione frazionando e riducendo ancora di più il sistema sanitario nazionale. Questo sistema di reperimento del personale e di retribuzione contrattuale è tipico di chi cerca anche nell’emergenza di salvare il profitto a scapito della qualità e della sicurezza.

Inoltre col nuovo CCNL della sanità privata, gli ospedali privati, che già erano accreditati con le regioni per un certo numero di prestazioni, dal 2021 si vedranno raddoppiate tali prestazioni, che gli consentiranno di fare più esami, con un guadagno maggiore, ovviamente a scapito della sanità pubblica. Intanto sui mezzi di informazione di massa si esalta la sanità pubblica, si lodano gli eroi, si proclamano maggiori investimenti a favore della sanità pubblica che però sta diventando sempre più privata.

Il sistema sanitario nazionale è un bene primario dello stato, che assicura il diritto alla salute di tutti i cittadini, ci auguriamo che i tragici eventi di questi giorni possano in futuro portare ad un unico ed universale sistema sanitario nazionale pubblico e di medicina del territorio a direzione del Ministero della salute.

Cobas PI Sanità Pisa

Comitato dei Dializzati Pisano

 

 

 

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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