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L'ISTITUTO ORTOPEDICO RIZZOLI DI BOLOGNA VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 14 DICEMBRE

Oggi, alle ore 11, presso la Prefettura di Bologna - alla presenza del Viceprefetto Aggiunto - si sono incontrati i rappresentanti sindacali dei COBAS Pubblico Impiego e FIALS con una rappresentanza dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, composta dal Direttore Amministrativo, del Servizio di Assistenza e dalla responsabile delle relazioni sindacali.

Le posizioni tra i sindacati e gli Amministratori IOR sono rimaste distanti e pertanto il tentativo di conciliazione tra le parti è fallito.

Gli argomenti dell'incontro erano i seguenti:

  • gestire con legittimità e trasparenza i progetti incentivanti e le risorse economiche destinate ai lavoratori;
  • adottare l’orario di lavoro settimanale e i turni di servizio giornalieri di tutti i lavoratori dell’Istituto Ortopedico Rizzoli secondo quanto previsto dalla Legge e dai CCNL;
  • affrontare la già segnalata disorganizzazione delle Sale Operatorie, che potrebbe comportare un rischio concreto sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari;
  • rendere visibile e trasparente l’azione amministrativa e rispettare le agibilità sindacali;
  • revocare tutte le posizioni organizzative assegnate illegittimamente e senza alcuna selezione dal valore complessivo di centinaia di migliaia di euro, i coordinamenti assegnati al personale tecnico e amministrativo, illegittime e non previste dal CCNL.

Pertanto, le Organizzazioni Sindacali

COBAS Pubblico Impiego e FIALS

dichiareranno lo sciopero generale

di tutti i lavoratori dell'Istituto Ortopedico per il 26 novembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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