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CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER IL COMPARTO SANITA':

I COBAS SI APPRESTANO A INDIRE UNO SCIOPERO DI TUTTI I LAVORATORI !!!

Dopo 9 anni di blocco, il Governo Gentiloni ritarda il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro del comparto sanità stanziando risorse irrisorie.

Con la complicità dei sindacati Cgil-Cisl-Uil, autonomi, professionali e corporativi, ha già rinnovato il Contratto delle Funzioni Centrali, che ha fatto da apripista a tutti gli altri settori del pubblico impiego, rinunciando ad erogare i dovuti arretrati economici causa della “vacanza contrattuale”.

Nessun indennizzo ai lavoratori per le migliaia di euro perse, stravolgimento dell’assetto giuridico del rapporto di lavoro, inasprimento delle norme disciplinari e scippo di quote di salario accessorio e della produttività.

Ecco il mix micidiale di provvedimenti con i quali il nuovo contratto sarà formato, non ci sarà un adeguamento delle retribuzioni, né alcuna riparametrazione di tutte le indennità legate alle condizioni di lavoro e di disagio, ferme oramai da 20 anni.

Come Cobas non accetteremo un Contratto bidone, né l’annunciata mancia degli 85 Euro e piccoli benefit con il quale Governo e i sindacati concertativi sigleranno il nuovo CCNL.

La farsa delle mobilitazioni realizzate il 5 febbraio da Cgil-Cisl-Uil, con le Regioni amiche, la dice lunga su cosa stanno architettando ai danni dei lavoratori.

NOI Non ci stiamo !!!

Per questo motivo la federazione Cobas Pubblico Impiego ha indetto lo stato di agitazione e aperto una procedura di confronto con il Governo certi che arriveremo allo sciopero di tutti i lavoratori.

I COBAS PUBBLICO IMPIEGO CHIEDONO:

· adeguamento delle retribuzioni, arretrati dovuti all’iniquo blocco contrattuale e al mancato rinnovo per 10 anni del CCNL, adeguamento delle indennità presenti e la loro riparametrazione legata alle condizioni di lavoro e di disagio.

· stop ai tagli di risorse contrattuali e alla moltiplicazione di capi e capetti finanziati dai fondi del comparto, a scapito delle progressioni economiche per tutti i lavoratori (lo scorrimento delle fasce), sblocco dei passaggi di categoria e valorizzazione dell’anzianità di servizio.

· copertura delle carenze di organico necessarie per garantire servizi, orari e turni in sicurezza. Nuove assunzioni e l’immediata stabilizzazione di tutti i precari (tempi determinati, partite IVA, lavoratori a somministrazione ecc.); Basta con la intermediazione di manodopera e contrasto del “jobs act” e della Legge Fornero.

· tutela per la sicurezza e la salute dei lavoratori ai sensi del Dlgs 81/2008 messa a rischio dalle carenze di personale, dall’utilizzo indiscriminato della flessibilità organizzativa, dalle deroghe alla Legge 66/2003 sull'orario di lavoro, dal mancato rispetto dei riposi e dei liberi, dai tagli ai servizi, da autoritarie modifiche organizzative, dagli eccessivi carichi di lavoro e dall’appesantimento della turistica. Fermare il demansionamento del personale infermieristico e degli altri operatori.

· fermare lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale con le politica di riduzione, privatizzazione e esternalizzazione delle attività e dei servizi, che mette a rischio il Diritto alla Salute (art. 32 della Costituzione) e fa della salute e della sofferenza un lucroso mercato con aumento dei costi e dei disagi per i cittadini.

· Abolizione di un sistema premiante iniquo e funzionale solo al clientelismo e al servilismo, lesivo della dignità, dei diritti e della professionalità dei lavoratori.

· Contrasto all’uso del disciplinare utile solo a mascherare l’autoritarismo delle aziende, il pressapochismo di tanti dirigenti e i comportamenti ritorsivi e vessatori.

· contro l’attacco ai permessi, permessi brevi e a quelli legati alla legge 104, alle cure mediche e alla gestione dei carichi familiari.

· Approvazione di una vera Legge per i lavori usuranti con il riconoscimento a tutti i lavoratori del comparto che svolgono attività faticose, pesanti e gravose .

 

SENZA UNA RISPOSTA ALLE NOSTRE RICHIESTE

PROCLAMEREMO LO SCIOPERO

07/02/2018

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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