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Dal 3 al 5 marzo 2015 le elezioni RSU nel Pubblico Impiego

Perché i Cobas partecipano alle elezioni e perché sono fondamentali le candidature, la partecipazione e i voti di tutti/e i lavoratori/trici.

Il 3-4-5 marzo 2015 si svolgeranno in tutti i posti di lavoro del Pubblico Impiego le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) , mentre le liste andranno presentate dal 14 gennaio al 6 febbraio .

Perché presentare liste Cobas e quali sono i compiti delle RSU?

Le elezioni Rsu arrivano dopo anni di blocco dei contratti nazionali nella pubblica amministrazione, un blocco che si ripercuote negativamente sulla stessa contrattazione decentrata ridotta all'impotenza a colpi di decreti legislativi. A questo aggiungiamo la spending review, il Jobs Act, la quasi cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori ad opera del Governo Renzi e il permanere dei patti di stabilità negli enti locali, senza dimenticare la mancata stabilizzazione dei precari.

Da 10 anni a questa parte il lavoro pubblico e la pubblica amministrazione sono stati il salvadanaio del Governo che ha operato tagli ai servizi e al personale, tagli alla nostra retribuzione annullando anche qualsiasi possibilità di carriera, bloccando progressioni orizzontali e avanzamenti di fascia economica. Ora Il Governo prosegue a tappe forzate verso nuove e massicce esternalizzazioni, il progressivo demansionamento del personale, la mobilità obbligatoria, gli esuberi in Provincia e negli appalti, la cancellazione dei posti di lavoro nelle società partecipate, il taglio forsennato di tribunali, uffici delle Agenzie Fiscali e ministeriali, ospedali, presidi sanitari e la fusione tra piccoli comuni per aggirare i patti di stabilità, riproducendo un modello di rappresentanza sempre più' lontano dai territori e dai cittadini. Ci hanno raccontato, alla vigilia del taglio/ridimensionamento delle Province e delle Camere di Commercio, che essi sono solo inutili carrozzoni, ora si scopre non solo la loro utilità ma anche i costi reali che incidono in misura irrisoria sulla spesa pubblica senza parlare dei benefici per la cittadinanza, per i servizi e le stesse aziende. Senza parlare del malaffare, della corruzione, che ormai attraversano tutti gli apparati statali e tutta la classe politica/istituzionale e servono solo a drenare risorse che vengono sfilate tranquillamente dalle tasche dei lavoratori e dei cittadini.

Le elezioni Rsu avvengono in questo clima di attacco ai lavoratori e al loro potere di acquisto e di contrattazione e i Cobas, con lo sciopero sindacale/sociale del 14 Novembre scorso, sono stati tra i primi a mobilitarsi e a portare in piazza la collera diffusa. In questi anni dove sono state presentate liste Cobas nel pubblico impiego siamo riusciti a contenere alcuni attacchi costruendo una cultura di resistenza e di contrasto, una pratica quotidiana di opposizione dentro e fuori le Rsu. Le Rsu sono uno strumento che negli anni hanno ridotto all'impotenza il dissenso di chi non è allineato ma restano il solo strumento, in assenza di una vera democrazia sindacale, per partecipare alle trattative, per fare le assemblee, per relazionarci quotidianamente con colleghi/e, per avere una voce obiettiva e di opposizione nelle amministrazioni locali, negli enti, nei ministeri, negli ospedali. Senza dimenticare che alla finestra ci sono le regole della rappresentanza sindacale nel settore privato, dettate dall'accordo del Gennaio 2014, alias modello Marchionne. Con i Cobas in Rsu è più facile sottrarsi al ricatto del meno peggio, in nome del quale si impongono contratti decentrati a perdere, con meno salario e diritti e per il quale hanno privatizzato servizi sanitari e sociali creando solo un business per le cooperative, non certo lavoro stabile e servizi migliori. Presentare liste Cobas in Rsu è una risposta concreta per non subire il monopolio della rappresentanza sindacale sempre più in mano ai sindacati confederali, per rivendicare e chiedere diritti e salario perchè solo chiedendoli a viva voce sarà possibile non subire ricatti, prepotenze, decurtazioni salariali, magari con la invadenza della Corte dei Conti sempre pronta a saccheggiare le nostre tasche.

Le RSU COBAS debbono continuare a svolgere il ruolo fondamentale sinora svolto, per la difesa dei diritti, per il rispetto delle regole, spesso violate da dirigenti manager, impegnandosi a rilanciare la democrazia sindacale con particolare riferimento al diritto di assemblea u e a garantire un rapporto continuo con i lavoratori/trici, per una adeguata circolazione dell'informazione; continuando la battaglia per l'abrogazione delle leggi Tremonti-Brunetta-Fornero; garantendo trasparenza ed equità nella gestione dei fondi del salario accessorio. Il compito delle RSU Cobas è impegnativo ma può essere meno gravoso se non ci si sfinisce in estenuanti trattative, tenendo anche presente che è possibile e coerente non firmare una contrattazione che non si condivide, senza essere obbligati a sottoscrivere accordi decentrati e intese che determinano perdita di salario e di diritti per la stragrande maggioranza dei dipendenti. Inoltre, la RSU Cobas deve sicuramente farsi carico della risoluzione di ogni vertenza individuale, ma deve sollecitare la più ampia partecipazione alla difesa del massimo rispetto dei diritti e dei doveri dei suoi protagonisti e deve guardare ad alimentare vertenze che coinvolgono la maggioranza del personale. Senza dimenticare che sostenere gli interessi dei lavoratori pubblici non significa condividere piani di razionalizzazione/riduzione delle spese che si ripercuotono negativamente sul personale degli appalti e delle cooperative, sugli esternalizzati, sui servizi ai cittadini.

La rappresentanza sindacale nazionale.

Va tenuto presente, infine, che i voti ottenuti dalle singole organizzazioni sindacali alle elezioni delle RSU sono anche il meccanismo con il quale si misura la Rappresentatività Sindacale Nazionale che norme antidemocratiche prevedono sia raggiunta solo se si ottiene la media del 5% tra iscritti all'organizzazione ed i voti ottenuti alle elezioni delle singole RSU. Le elezioni, ovviamente, avvantaggiano le organizzazioni che hanno la piena agibilità sindacale, mezzi, strutture, sindacalisti di mestiere, e la possibilità di effettuare assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Noi chiediamo da sempre che, come logica e democrazia vorrebbero, la rappresentatività nazionale si ottenga attraverso una elezione su liste nazionali, che possano essere votate da qualsiasi lavoratore/trice, anche se non si ha una candidatura del sindacato preferito per la RSU del proprio ufficio/ospedale. Abbiamo sempre chiesto che ci siano due schede elettorali, una per la RSU di posto di lavoro e una per stabilire quali sindacati hanno il maggior consenso ai fini della rappresentatività nazionale. Ma ancora una volta i sindacati monopolisti impediscono questa soluzione democratica: e dunque presentare il maggior numero di liste e ottenere il maggior numero di voti è anche un modo per cercare di raggiungere la rappresentatività nazionale per i Cobas. Tutte le sedi Cobas sono impegnate a coordinare e tutelare gli eletti Cobas nelle RSU, al fine di dare senso e significato più ampio alle singole rappresentanze sindacali, per cercare di incidere ai livelli più alti della contrattazione e dare voce a tutti/e i/le lavoratori/trici.

Uno strumento di difesa necessario e non barattabile.

Con la candidatura con noi Cobas alle RSU, significa frapporre un ostacolo decisivo alle attuali amministrazioni pubbliche che tendono ad infierire con chi è isolato, senza difese, organizzazione, competenze sindacali; ma ci pensa cento volte ad attaccare frontalmente chi invece ha alle spalle un’organizzazione combattiva, conosciuta, preparata, militante e rispettata anche dai suoi avversari per la coerenza, la trasparenza, la distanza da ogni potere politico o economico costituito; e ancor più, forse, per il lavoro volontario svolto dai suoi rappresentanti che, unici in Italia e in Europa, hanno costituito un sindacato di decine di migliaia di persone senza nessun sindacalista di professione ma mettendo a disposizione il proprio tempo libero dal lavoro. In particolare, questa difesa sindacale, in quanto eletti/e come Cobas nelle RSU, sarà fondamentale per i lavoratori/trici a difesa dei propri diritti salariali/giuridici e per i precari/e nella loro lotta, per vedersi finalmente garantire un lavoro stabile (al di là delle promesse del governo Renzi).

Per tutte queste ragioni, dunque, l’invito a tutti/e è di candidarsi nelle liste Cobas - in modo che si possa agire nel più gran numero di uffici/ospedali pubblici – di sostenerle, propagandarle con i mezzi a disposizione, e ovviamente di votarle e farle votare .

CANDIDATI, SOSTIENI, PRESENTA E VOTA LE LISTE COBAS

nel PUBBLICO IMPIEGO !

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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