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Sciopero e presidi mense pulizie e portierato alla Normale e Sant'Anna di Pisa

Circa 150 persone hanno effettuato presidi questa mattina, 5 giugno, davanti alla Scuola Normale Superiore e alla Scuola Sant'Anna in adesione alla settimana di sciopero lanciata in tutta la Toscana da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti Toscana per i lavoratori di mense, pulizie, portierato, bar, ristoranti, agenzie di viaggio con l'obiettivo di chiedere il rinnovo dei Contratti Nazionali scaduti da 49 mesi. Questa mattina a scioperare gli addetti a mensa, pulizie e portierato delle due scuole d'eccellenza pisane e del Dsu.

"In Toscana - sottolineano le tre sigle sindacali per lanciare la settimana di mobilitazione iniziata lo scorso 30 maggio - lo sciopero riguarda oltre 90mila lavoratori, la maggior parte donne e a part time (stipendi spesso solo di 500-600 euro mensili). Persone che quotidianamente cucinano e puliscono nelle scuole e negli ospedali, camerieri, professionisti della ristorazione, agenti di viaggio, addetti alle pulizie o al portierato di edifici pubblici e privati, aziende, fabbriche. Lavoratrici e lavoratori che oltre a non veder rinnovato il Contratto Nazionale sono stretti nella morsa di appalti aggiudicati con ribassi che inevitabilmente si scaricano sulla riduzione delle ore di lavoro e quindi sul reddito, sull’intensificazione dei carichi di lavoro, sulla flessibilità estrema dei turni". "Nonostante si tratti di settori strategici - proseguono - è un lavoro di fatica, che rischia di diventare ancora più povero e precario: sono a rischio diritti fondamentali come le clausole sociali (a tutela dell’occupazione) nei cambi d’appalto e nel campo del multiservizi è sotto attacco il diritto alla malattia. Per queste ragioni le modalità di sciopero sono tante e articolate per fare danno alle aziende e alle cooperative dei settori, con l'obiettivo di riattivare i tavoli e giungere finalmente al rinnovo dei Contratti Nazionali".

 

Al presidio di questa mattina in piazza dei Cavalieri, proprio di fronte alla Scuola Normale, era presente anche una delegazione dei Cobas, che si sono uniti alla lotta sottolineando la necessità, si legge in un volantino, di "rivendicare più diritti, un aumento significativo del salario e una costante attenzione e rispetto della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro". "Particolare impegno sindacale dobbiamo esprimere - proseguono i Cobas - verso chi ha l'appalto in scadenza, per i rischi di peggioramento delle condizioni generali e, in caso di subentro di nuova azienda, per la disciplina dei licenziamenti esposta col jobs act alla perdita dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori".

 

La solidarietà ai lavoratori degli appalti in sciopero è stata espressa anche dalla Rsu della Scuola Normale. "La Rsu della Scuola Normale solidarizza con i lavoratori degli appalti in sciopero sia per il rinnovo del contratto nazionale, sia per il mantenimento di tutti i diritti nei cambi d'appalto - si legge in una nota - anche la Rsu ha fatto più volte presente all'amministrazione la questione delicata che si viene a creare con i cambi d'appalto, in particolare con l'applicazione della nuova riforma del lavoro che di fatto cancella l'articolo 18 e rende più facili i licenziamenti. Questi nostri colleghi, anche se di ditte esterne, svolgono lavori fondamentali per la Scuola, impegnandosi al massimo per garantire servizi di qualità, se la Scuola è un'eccellenza riconosciuta nel mondo delle università, in parte lo deve anche a loro". "Chiediamo all'Amministrazione - concludono dalla Rsu - un vero impegno a garantire oltre che la salvaguardia del posto di lavoro anche il mantenimento dei diritti acquisiti in anni e anni di lavoro presso la Scuola".

 

 

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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