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PERCHE’ SCIOPERIAMO IL 10 NOVEMBRE

RINNOVO CONTRATTI SUBITO

AUMENTO DEI SALARI

DIFESA DEI DIRITTI

Ø Contro le politiche del Governo in materia fiscale e previdenziale, per l'abolizione della legge Fornero e per un no all'innalzamento dell'età pensionabile;

Ø No alla mercificazione e privatizzazione dei diritti sociali e dei beni comuni (diritto alla salute, all'istruzione pubblica, alla casa e al reddito);

Ø Contro gli inasprimenti tariffari;

Ø Per un contratto di lavoro che sancisca: aumenti salariali “veri” che garantiscano il recupero del potere d'acquisto dei salari, mortificati da anni di blocco contrattuale e da politiche di austerità;

Ø Stop alla precarietà, al lavoro in “affitto”, all'intermediazione di manodopera e alla flessibilità;

Ø Stabilizzazione di tutte le forme di precariato, reinternalizzazione dei servizi, assunzioni e coperture di tutte le carenze organiche;

Ø Effettiva conciliazione tra i “tempi di lavoro” e i “ tempi di vita”; No alla rimessa in discussione di istituti quali: congedi, ferie, riposi, malattie etc.;

Ø No al peggioramento delle condizioni di lavoro e alla repressione utilizzata attraverso i procedimenti disciplinari e all'attacco delle libertà personali;

Ø Valorizzazione di tutte le professionalità e no alla finta meritocrazia.

BASTA CON LA DENIGRAZIONE RIVOLTA AI DIPENDENTI PUBBLICI!

Esecutivo nazionale Cobas Pubblico Impiego

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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