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Dalla protezione civile al Piano carceri. In nome dell'emergenza continua il business

Non si è ancora placata la polemica sugli scandali della Protezione civile con un colossale giro di affari costruito per sfruttare le emergenze, NON SONO ANCORA ARRIVATI I SOLDI PER RISARCIRE LE VITTIME DELLA ESONDAZIONE DEL SERCHIO o le vittime di altri catastrofi ambientali e di molte altre calamità (e una prevenzione adeguata avrebbe potuto evitare molte catastrofi) che il Governo rilancia una nuova iniziativa imprenditoriale alimentando nel paese un clima di paura , di insicurezza sociale per fronteggiare il quale servirebbero pià forze di polizia e appunto nuovi carceri.

Merita attenzione l'ordinanza ministeriale del 19/3, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29 Marzo scorso, una ordinanza che assegna superpoteri al capo Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Ionta , un passato da capo nel pool antiterrorismo e da un anno assegnato alla Direzione delle carceri. Ionta avrà super poteri per realizzare nuove carceri (costruiranno anche le chiatte galleggianti??), per intervenire nel rifacimento di alcuni istituti di pena potenziandone la capienza. A tale scopo viene previsto un ingente budget di spesa solo per strutturare un team di esperti, di contratti a tempo determinato, di consulenti esterni "sulla base di criteri di scelta a carattere fiduciario" lasciando al Commissario delegato mano libera nella definizione dei compensi.
Le istituzioni locali dovranno mettersi a completa disposizione del Super commissario che potrà indire, in pochi giorni, una Conferenza dei servizi, decidere progetti e realizzarli senza alcuna verifica visto che in pochi giorni le macchine burocratiche non si attiveranno mai e viene previsto fin da ora il silenzio assenso in caso di mancata risposta da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Nelle prossime due settimane (scadenza a fine mese), Ionta presenterà un mega piano che dovrebbe prevedere nove carceri di dimensioni più piccole e destinate a detenzioni più brevi, otto istituti di pena saranno collocati in città di media grandezza per ospitare circa 7 mila detenuti, altri spazi dovrebbero essere ricavati da una riorganizzazione di alcuni carceri dove saranno ridotti gli spazi di aggregazione e socialità a disposizione dei detenuti Il tutto per arrivare a circa 20 mila nuovi posti in carcere, milioni di euro stanziati e nessuna garanzia che verranno rispettate le norme in fatto di costruzione, nessuna tutela dei diritti umani, delle normative sulla sicurezza dei lavoratori edili. Il Governo Berlusconi dopo la criminalizzazione dei
migranti e dei movimenti, mentre lavora ad una legge antisciopero e a cancellare lo statuto dei lavoratori con riforme costituzionali presidenzialiste in arrivo, non poteva dimenticarsi della ossessione securitaria. Inizia la campagna per la riapertura dei Manicomi e per distruggere ogni alternativa al carcere perchè la militarizzazione dei territori, il rafforzamento delle istituzioni securitarie come il carcere sono i presupposti perchè le politiche del Governo trovino il terreno fertile dove attecchire.

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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