Home ›› NOTIZIE

NOTIZIE

Il Governo annulla la sicurezza nei luoghi di lavoro

Urge una risposta da parte dei lavoratori e dei cittadini.

Mentre gli ultrà contestavano la tessera del tifoso rovinando la festa della Lega di Bergamo, il Ministro TREMONTI ha trovato il tempo di esternare l'ennesima picconata ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici: “Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili: siamo in un mondo dove tutto e’ vietato tranne quello che e’ concesso dallo Stato, robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci. L’Ue e l’Italia si devono adeguare al mondo”.

Distruggere lo Statuto dei lavoratori per renderci schiavi questo è l'obiettivo del Piano Triennale per il lavoro del Ministro Sacconi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 30 luglio 2010 il disegno di legge su un Piano triennale per il lavoro, battezzato “Liberare il lavoro per liberare i lavori”. Lo ha elaborato il ministro Sacconi con l'assenso di Cisl-Uil-Ugl e sarà la base per stravolgere i diritti dei lavoratori e cancellare lo Statuto e i contratti.

Sciopero del Pubblico Impiego del 14 giugno 2010

Il bavaglio l'hanno messo ai lavoratori. Nonostante il silenzio dei media e l'assenza di libertà/agibilità sindacale centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici pubblici in sciopero Asili nidi e materne comunali in molti capoluoghi di provincia, servizi scuolabus comunali bloccati, sportelli anagrafe chiusi per sciopero, servizi ridotti negli ospedali e nella asl, uffici e biblioteche universitarie senza personale. La giornata di sciopero, indetta da Usb e Cobas Pubblico Impiego, di oggi è riuscita nel suo intento, quella di iniziare la mobilitazione contro la manovra Tremonti che attacca ferocemente il salario e i servizi della pubblica amministrazione. Misure feroci, quelle di Tremonti e Berlusconi che dopo avere cancellato nel paese il diritto alla istruzione, ora mirano alla distruzione dei servizi pubblici. Blocco dei contratti 2010-2012; blocco delle retribuzioni per 4 anni fino al 2013; restituzione degli incrementi eccedenti il 3,2% relativamente ai contratti 2008-09; blocco degli scatti di anzianità nella scuola e università; dimezzate 50% i fondi per la formazione del personale; dimezzati i fondi per il personale a tempo determinato con decine di migliaia di licenziamenti; blocco delle assunzioni; meno finestre di uscita per chi va in pensione significano un anno in più di lavoro per quanti sono già in possesso dei requisiti. Pensione per le donne in pensione a 65 anni fin dal 2016; liquidazione pagata in ritardo, meno soldi alle Regioni (-10 miliardi) e comuni (- 2 miliardi) con aumento delle tasse locali, minori servizi e aumento dei carichi di lavoro per 1.600.000 lavoratori/trici Questa manovra mira solo al contenimento del debito pubblico, non intacca i grandi capitali speculativi e scarica sui lavoratori pubblici i costi della crisi distruggendo ogni possibilità di ripresa della spesa e della stessa economia. La mobilitazione continua con lo stato di agitazione in tutto il pubblico impiego e gli scioperi degli scrutini nella scuola Una estate calda per difendere il nostro presente e il futuro dei nostri figli

Cobas Pubblico Impiego

14 giugno 2010

PROCLAMATO, DA INIZIO A FINE TURNO, LO SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI PUBBLICI

IL 5 GIUGNO TUTTI/E IN PIAZZA A ROMA

FERMIAMO LA FINANZIARIA-MASSACRO

DAL 5 al 15 GIUGNO MANIFESTAZIONI E SCIOPERI NELLA SCUOLA, PUBBLICO IMPIEGO E TRASPORTI

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA

Dopo che per mesi il governo Berlusconi aveva sparso irresponsabile ottimismo sul superamento della crisi e sulla stabilità della situazione economica italiana, ora, con un grottesco voltafaccia, vara una Finanziaria-massacro, definita “inevitabile per non finire come in Grecia”, che colpisce ulteriormente i salariati, soprattutto della scuola e del pubblico impiego, i precari, i pensionati, i settori popolari.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA IMPEDIAMO LA FINANZIARIA-MASSACRO

SABATO 5 GIUGNO TUTTI/E IN PIAZZA A ROMA

Il durissimo conflitto che si svolge in Grecia ha una importanza cruciale per le sorti dell’Europa sociale, per le condizioni di vita dei lavoratori, dei pensionati e dei più indifesi tra i cittadini, per il futuro dei servizi pubblici e dei beni comuni.

Pubblico Impiego: in arrivo i nuovi comparti di contrattazione

Il Decreto legislativo 150/09 stabilisce per legge la nascita di 4 comparti di contrattazione nazionale, una scelta che dal governo viene presentata come risparmio ("senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica"). Ma attenzione: il risparmio è solo una scusa perchè il Governo intende destinare specifiche sezioni contrattuali a professionalità particolari non meglio definite, insomma un criterio clientelare che con la razionalità e il risparmio ha ben poco a che vedere.

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

Continua

Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

Continua