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Aria fritta e stato di abbandono dei beni culturali

 

Il Governo Renzi non riserva che brutte sorprese per i lavoratori pubblici e non fanno certo eccezione quelli dei beni culturali.

 

Il neo ministro Franceschini prosegue sulla strada dello smantellamento accorpando le soprintendenze ma soprattutto riduce le dotazioni organiche chiudendo così la porta alla stabilizzazione dei precari.

 

L’ìdea è quella di privatizzare parte delle attività (la nostra proposta è ben altra ossia potenziare le attività a gestione dirette come quelle del restauro dei beni culturali) e promuovere mobilità selvagge tra ministeri, esternalizzare e privatizzare sempre più funzioni e servizi.

 

Le normative in materia di tempo determinato e apprendistato precarizzeranno ancora di più il rapporto di lavoro, al resto penseranno accorpamenti, spending review e tagli .

 

Eppure i beni culturali dovrebbero rappresentare il volano per attirare turisti e soldi, mentre invece la cultura è soggetta a tagli continui, uno scempio di cui conosciamo solo i casi più noti come il degrado di Pompei.

 

Per raggiungere lo smantellamento dei beni culturali non guarderanno in faccia ai lavoratori, alle loro condizioni di vita e men che mai ai salari con il blocco della contrattazione nazionale e decentrata sancito da anni a colpi di decreti legge.

 

Ci addolora il fatto che invece di mobilitare i lavoratori e le lavoratrici, Cgil Cisl e Uil preferiscano tacere e limitarsi a contrattare questioni di infima rilevanza lasciando insoluti i problemi reali che sono organici, stabilizzazione dei precari, inquadramenti giusti e rispettosi delle professionalità, processi formativi adeguati per creare profili professionali adeguati alle necessità, rinnovo dei contratti con aumenti reali.

 

Mentre qualcuno discute di aria fritta i nostri diritti vengono letteralmente calpestati e la cultura del quieto vivere impedisce alla stragrande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici di vedere lo stato di abbandono in cui ci troviamo ribellandosi a questo stato di cose

 

Cobas pubblico impiego pisa

 

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