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E' nato il Cobas al comune di Venezia

Comune di Venezia 20 dicembre 2014

Ora basta: gli autorganizzati diventano COBAS

Lo sforamento del patto di stabilità per Venezia è ormai sempre più vicino. Le conseguenze per la Città e per i dipendenti del Comune saranno ancora più pesanti dei tagli già attuati dal Commissario Zappalorto.

Di fronte a questa situazione, all’inadeguatezza dei sindacati confederali e delle RSU del Comune di Venezia, forti del grande risultato dei no nel recente referendum interno ai dipendenti comunali, il comitato dei lavoratori Autorganizzati ha deciso di rompere gli indugi e si è costituito in sindacato di base Cobas Pubblico Impiego.

Il CoBas Comune di Venezia si propone come obiettivo primario quello di costruire dal basso un percorso di iniziativa sindacale partecipato e unitario per difendere realmente i diritti e gli interessi generali di tutte le lavoratrici e lavoratori dipendenti di ruolo e precari; ma anche per opporsi in modo concreto alle politiche di attacco agli enti locali e ai beni comuni, che perseguono come unico obiettivo la privatizzazione dei servizi, la svendita dei beni pubblici, la sottrazione dei diritti dei lavoratori e dei cittadini tutti, a beneficio di interessi di pochi speculatori finanziari che, con il pretesto della “crisi”, stanno incrementando i propri profitti.

Di fronte alla gravissima situazione nella quale si trova il Comune di Venezia, le forze politiche che hanno amministrato fino a ieri fanno “orecchie da mercante”; RSU, Cgil, Cisl, Uil, CSA, dopo aver annientato le poche tutele contenute nel contratto decentrato, ora cercano in tutti i modi di anestetizzare i lavoratori facendo loro credere che come sempre tutto si risolverà per il meglio. Invece la realtà è drammatica, i primi a pagare saranno i dipendenti comunali con un taglio pesantissimo del salario accessorio, e i precari per i quali il rinnovo del contratto diventa ormai un miraggio.

Soprattutto quello che sindacati confederali e partiti non vogliono vedere è che la Città di Venezia, con le scelte antidemocratiche calate dal commissario governativo, è ormai diventata il laboratorio per sperimentare politiche da massacro sociale imposte dal Governo e dalla Troika europea. D’altra parte proprio gli Enti Locali stanno diventando uno dei principali nodi al centro dello scontro sociale dentro la crisi: obiettivo dichiarato dei mercati finanziari è infatti appropriarsi del “tesoretto” in mano ai Comuni in termini di territorio, beni immobiliari e servizi pubblici locali loro territorio per avere nuovi assets finanziari sui quali speculare.

di privatizzazione. La prospettiva è molto difficile e per uscirne è fondamentale iniziare a coniugare gli interessi dei lavoratori con quelli della Città e di chi la vive e non di chi la sfrutta.

Ed è per questi motivi che i lavoratori aut organizzati hanno deciso di dare vita al CoBas Comune di Venezia, impegnandosi fin da subito per riconquistare un loro ruolo da protagonisti nelle scelte che riguardano non solo la qualità del proprio lavoro, ma anche dei servizi alla città per la quale operano e nella quale vivono. E per la neonata formazione sindacale di base il primo vero banco di prova saranno le elezioni RSU della prossima primavera.

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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