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Aria fritta per le province

CGIL-CISL-UIL, Governo, Anci e Conferenza delle Regioni hanno sottoscritto un indecoroso protocollo di intesa

A l di là delle parole, il protocollo non salvaguarda lavoratori\trici e le funzioni fino ad oggi erogate dalle Province.

Le province sono solo la prima tappa di quel processo di revisione degli Enti locali che avverrà tagliando i posti di lavoro (con il blocco del turn over ne abbiamo già perduti a migliaia e altri ne perderemo con la mancata stabilizzazione dei precari), mandando a casa i lavoratori e le lavoratrici degli appalti. Non è assolutamente vero che il protocollo salvaguarda i livelli occupazionali perchè accetta i processi in atto che vanno nella direzione contraria e allunga il commissariamento delle Province procedendo con lo smantellamento dei piccoli Comuni

 

Con il protocollo Cgil Cisl Uil accettano e sottoscrivono la mancata assunzione dei precari, lo scorrimento delle graduatorie ancora vigenti, i processi di mobilità (coatta?) tra enti e società in house e soprattutto si dichiarano disponibili a trattare sulle riduzioni organiche naturalmente dietro al paravento dei tavoli territoriali e\regionali per mobilità e processi di quiescenza (pensionamento) del personale. Detto in altri termini si preparano a taglaire posti di lavoro e competenze, questo è il risultato del Protocollo di intesa tra Cgil Cisl uil e Governo

I lavoratori e le lavoratrici delle Province e degli appalti si mobilitino da subito in ogni città denunciando il protocollo e ribadendo che nessun posto di lavoro dovrà essere toccato salvaguardando tutte le funzioni soprattutto quelle di maggiore rilevanza sociale ed ambientale

C obas Pubblico Impiego

http://pubblicoimpiego.cobas.it/
www.cobaspisa.it

province.pdf 54,46 kB

 

 

 


I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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