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Sicurezza 13 11 2003

Dov’è la Sicurezza sui luoghi di lavoro?

Di sicurezza nei luoghi di lavoro si parla troppo poco e ancor meno si opera.

In molte aziende ed enti pubblici i documenti di valutazione del rischio non sono aggiornati e-o messi a disposizione dei rappresentanti lavoratori alla sicurezza (Rls) che dovrebbero essere periodicamente consultati ( emblematico è l’esempio del Comune di Pisa che ha lasciato marcire il servizio Prevenzione e non convoca gli RLS da almeno un anno nonostante una media di oltre 60 infortuni all’anno con certificati Inail spesso di numerose settimane).

Senza una adeguata informazione e una piena libertà di accesso ai luoghi di lavoro non è possibile intervenire con strumenti preventivi. Si violano pertanto le normative di legge come la 626/94, non si vuole una regolamentazione contrattuale in ogni Ente e Azienda che tratti specificamente di sicurezza e salute , settore per settore, con precisi compiti e responsabilità di Amministrazioni e Proprietari in generale .

Gli incidenti non diminuiscono e anzi quasi il 25% di quelli verificatisi non sono denunciati perché i diretti interessati appartengono al sommerso (lavoro nero in primis). La legge delega sul mercato del lavoro emanata dal governo Berlusconi avrà ripercussioni negative sulla sicurezza, con una “legge di semplificazione” che nei fatti distrugge ogni principio di prevenzione e consente un vero e proprio disinvestimento da parte di Aziende ed Enti in materia di sicurezza.

Specie nelle piccole aziende (dove già non si applica l’art 18 dello Statuto dei Lavoratori) saranno ridotte e depenalizzate le sanzioni per il mancato rispetto delle normative, l’impianto preventivo subirà forti ridimensionamenti e senza la minaccia di sanzioni per il datore, ai lavoratori rimarranno ben poche tutele e garanzie.

Anche quando la Giurisprudenza ha rivisto favorevolmente alcune precedenti leggi e criteri, ad esempio quelli per risarcire i cosiddetti danni in itinere, ossia tra casa e lavoro, tardano le applicazioni. Se prima in caso di incidente con il mezzo privato nel tragitto casa lavoro non era previsto alcun indennizzo, ora ( sentenza Cassazione 15068\2001 ) quando il ricorso ai mezzi pubblici crea prolungate assenze al lavoratore e disagi per lui e la famiglia è ammesso e consentito l’uso del mezzo proprio.

Per queste ragioni la sicurezza sui luoghi di lavoro non può restringersi alla semplice applicazione di procedure e norme di legge, per esempio la attuazione delle Direttive Europee come quella che regola la emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto (in gran parte inapplicate specie tra gli edili, gli autoferrotranviari e gli operai in generale).

Le ispezioni Asl sono insufficienti (come del resto il numero e le competenze degli ispettori!), le prescrizioni consentono ai Datori e alle Amministrazioni di ritardare e talvolta di aggirare le Normative, la salute dei\lle lavoratori\trici va di pari passo con quella ambientale e dei cittadini, nell’elenco delle malattie professionali non vengono inserite le nuove patologie molte delle quali sono sconosciute anche a chi ne soffre (congiuntivite, abbassamento della vista e dell’udito per videoterminalisti, addetti ai call center, le innumerevoli cervicali )

Ma la sicurezza sui luoghi di lavoro non può essere separata da una conflittualità generale per difendere diritti e potere di acquisto, non si tutelano individualmente lavoratori e lavoratrici quando si accettano passivamente accordi e decisioni governative e aziendali. Non si prevengono gli infortuni e le malattie quando la tutela della salute e della sicurezza non sono collegate ad una revisione dei tempi e delle organizzazioni lavorative turnazioni, carichi di lavoro, orari e mansioni) . Anche per queste ragioni i Cobas hanno attivato uno sportello legale presso la sede provinciale di via San Lorenzo 38 (tel fax 050563083 )

Confederazione Cobas Pisa

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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