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Piattaforma Cobas enti locali

Piattaforma Cobas enti locali

La contrattazione decentrata oggi viene limitata da un contratto nazionale che non ha permesso alcun recupero reale della inflazione e senza aumentare la paga base ha scaricato su di essa la individuazione dei criteri per la erogazione di varie indennità. Se nel triennio 2000\3 il personale di pubblico impiego ha perduto potere di acquisto (meno 14% ) più di ogni altro comparto, non sono aumentate neppure le tutele individuali e collettivi, anzi quelli che erano doveri del singolo dipendente sono ormai obblighi esigibili dal Dirigente.

Fermo restando la centralità del contratto nazionale di lavoro e la urgenza di una legge sulla rappresentatività sindacale che assegni maggiori poteri alle Rsu e alle sue singole componenti a discapito del diritto acquisito dei sindacati cosiddetti maggiormente rappresentativi (a prescindere dal consenso loro riportato nel singolo Ente) sono necessarie alcune linee guida per la contrattazione decentrata che permettano a situazioni disparate, e spesso differenti, obiettivi e pratiche comuni.

  • Dovere dell’Ente di predisporre un piano formativo per ogni singolo dipendente in orario di servizio o con recupero delle ore di lezione\formazione. Rispetto delle quote spettanti alla formazione e incremento da parte di ogni singolo Ente
  • Monitoraggio dei carichi di lavoro non da parte di esterni (ditte, consulenze varie) ma con il diretto coinvolgimento dei Dirigenti e del personale, monitoraggio finalizzato produrre migliori e non gravose organizzazioni del lavoro e per riscontrare i reali fabbisogni del personale. Alla base di un contratto decentrato crediamo debba esserci la dotazione organica e un piano di assunzione dei precari che per anni hanno tappato i buchi delle carenze,spesso macroscopiche, non solo di personale ma anche di specifici mansioni e profili
  • Il principio di assicurare ad uguale lavoro uguali diritti non si può ridurre ad una fantomatica proposta di contratto di area ma a precise garanzie per il personale esternalizzato \ privatizzato quali:
  • Clausole di contratto dove al personale esternalizzato sia applicato il contratto di provenienza (enti locali). Il nostro giudizio sulle privatizzazioni è del tutto negativo, del resto dove questi processi avvengono diminuisce il potere di contrattazione dello stesso personale di ruolo e crescendo la flessibilità diminuisce il salario e al posto della contrattazione collettiva subentra una contrattazione indviduale\izzata che divide la forza lavoro e la rende più debole e vulnerabile.
  • L’impegno del nuovo datore di lavoro ad eleggere entro sei mesi la Rsu per dare rappresentatività ai neo assunti
  • La tendenza dell’Aran è quella di collegare la produttività alle valutazioni Dirigenziali. Noi siamo contrari a questa ipotesi e crediamo invece che la produttività debba diventare qualcosa di fisso, e non variabile, una sorta di 14sima.
  • Crediamo che il recente contratto abbia aumentato gli scalini per rendere più difficile una progressione verticaleche rimane una delle poche soluzioni per migliorare la prestazione professionale esigendo qualche mansione in più ma nello stesso tempo impegnando gli Enti a corrispondere ai\llelavoratori\trici quanto loro dovuto. Siamo convinti che la fascia A sia del tutto anacronistica come del resto crediamo ch’egli attuali ex quarti livelli ed ex quinti debbano essere, all’interno di una riqualificazione seria e credibile, spostati al livello

immediatamente superiore.

La rivendicazione delle progressioni verticali permette anche di ricorrere a risorse esterne al Fondo ed non soggette a tutti i vincoli previsti dal CCNl per la costruzione del Fondo stesso, infatti le progressioni restituiscono al Fondo i differenziali di progressione economica della categoria di provenienza. Questa prospettiva è del tutto antitetica, e alternativa teniamo a sottolineare, rispetto alla costituzione di una area quadri dove si premiano omai le alte, o elevate professionalità, aumentando la forbice salariale e senza alcun rilancio del servizio pubblico e della stessa funzione di guida e di indirizzo esercitato dalla collettività.

  • Per raggiungere la progressione crediamo che il corso concorso, l’anzianità di servizio e di mansione, il titolo di studio debbano costituire i requisiti ai quali fare riferimento
  • Ma per costruire una contrattazione decentrata è necessario che la Rsu si attivi per ottenere dalle Amministrazioni alcuni impegni quali
  • Un piano triennale delle assunzioni e un contratto decentrato da costruire entro una certa data, passata la quale l’Ente è costretto a corrispondere una sorta di indennità di vacanza contrattuale
  • Un report oggetto di informazione sindacale sui dati relativi alla spesa per il personale con un bilancio consuntivo che permetta di conoscere quanti soldi sono stati spesi e in quale modo, quantificando anche eventuali risparmi , pianificando i fabbisogni di personale riducendo al minimo il ricorso a consulenze esterne e contratti di collaborazione (da regolare con la rsu)
  • Come attuare il programma di mandato del Sindaco o del Presidente (regione, provincia, azienda ) con quale spesa per il personale regolamentandone l’utilizzo e per stabilire alcuni principi guida nella gestione della macchina organizzativa e gestionale
  • Un regolamento della mobilità interna che permetta maggiore lavoro facilità nel cambiare all’interno dell’Ente rivedendo periodicamente, in base ai fabbisogni reali stabiliti su basi triennali, la possibilità di modificare profilo professionale tramite eventuale prova selettiva o curriculum
  • Una individuazione dei fondi necessari per il pagamento, su base annuale o semestrale. di tutte le voci previste dal contratto con l’impegno a ridurre il numero delle posizioni organizzative (se l’Amministrazione vuole farne di più se le paga di tasca propria senza gravare sul fondo e sulle politiche gestionali decise con la rsu)
  • Un fondo di solidarietà, pagato con fondi propri dall’Ente, per garantire una quota di produttività al personale assente per accertate e gravi malattie e per aiutare famiglie di dipendenti bisognose in caso di decessi

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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