Home ›› ENTI LOCALI ›› Documenti ›› Piattaforma

Piattaforma

PIATTAFORMA ENTI LOCALI

Gli enti locali e più in generale il pubblico impiego hanno subito vistose perdite del potere di acquisto; l’intero comparto EELL dal 1993 al 2002 ha perso oltre 5 milioni e mezzo, nel frattempo le retribuzioni dei dirigenti e dell’area quadri sono salite e la forbice tra i loro salari e quelli di livelli medio bassi si è allargata a dismisura. Cgil cisl uil mentre praticavano la politica dei tagli e delle spese sociali, mentre davano il loro beneplacito alle privatizzazioni e alle innumerevoli esternalizzazioni dei servizi, accordavano aumenti tabellari alla Dirigenza e l’aumento delle quote fisse svincolate dalla cosiddetta produttività. Tutto ciò accadeva mentre veniva vincolato sempre più salario accessorio alle valutazioni dei Dirigenti, uno strumento di ricatto che si accanisce sugli individui meno propensi a chinare la testa sui luoghi di lavoro. A partire dal decreto 29 in poi, molti processi di ristrutturazione hanno interessato il comparto enti locali .

Segnaliamo alcuni fenomeni rilevanti:

  • La introduzione di figure precarie come Co.co.co, interinali,. Cooperative appaltatrici di servizi un tempo a gestione diretta.

Sono diminuite come numero e spesso scomparse nelle dotazioni di organico figure operaie e inquadrate nella fascia A e B, le esternalizzazioni e le privatizzazioni hanno impoverito Comuni ed enti locali, aumentati i costi per la cittadinanza dei servizi (dai cimiteri alle strutture sportive fino a gas e acqua interessati nei primi anni novanta alla costituzione di aziende municipalizzate a capitale pubblico di maggioranza, aziende trasformate poi in spa con privati che determinano ormai strategie aziendali, prezzi delle tariffe e politiche di gestione del personale)

Queste figure precarie hanno progressivamente mutato la composizione degli organici comunali dove ci sono sempre meno figure, medio basse ,tecniche, operaie ed esecutive , dove invece proliferano consulenze (a costi maggiorati e con scelte spesso pilotate da Dirigenti e Politici) e dove le mansioni di basso profilo vengono garantite da cooperative che inquadrano il personale nel CCNL servizi , uno dei contratti più svantaggiosi oggi esistente.

  • La divisione di compiti tra politici Amministratori e tecnici non sempre, o quasi mai, è avvenuta, anzi non mancano figure dirigenziali con recente passato (o un imminente futuro) in Politica, Dirigenti scelti non tanto per le loro capacità professionali quanto per la vicinanza con qualche forza politica. Del resto non sono scomparse le clientele che in variegate forme continuano inalterate a fare il bello e il cattivo tempo.
  • I contratti nazionali sono stati firmati tutti al di sotto della inflazione reale e il decentrato è stato l’ambito privilegiato dove recuperare il potere perduto. Ora ci sono categorie , come Vigilanza e Maestre , che beneficiano di indennità già nella contrattazione decentrata, un obiettivo nostro rimane quello di estendere a tante figure questi “benefici” evitando la trasformazione del Vigile Urbano in una figura poliziesca snaturandone compiti e funzioni che lo hanno sempre contraddistinto.
  • La nuova area quadri si affianca nella Dirigenza con un estensione dei poteri e dei salari. Con le dovute proporzioni, possiamo asserire che tra Dirigenti, indennità organizzative, posizioni organizzative accordate a quadri e Funzionari che svolgono mansioni di direzione(o che vengono ritenuti tali dalle compiacenti Amministrazioni), percentuali previste dalla Legge Merloni sulla esecuzione di lavori . Consulenze esterne, incarichi a uomini di apparato, quote sempre più rilevanti del bilancio vengono accordate a un numero esiguo di personale .
  • E’ contro questo stato di cose che i Cobas debbono lottare ed organizzare lavoratori e lavoratrici degli enti locali. Siamo consapevoli che una organizzazione rispettabile dovrebbe guardare anche ai coco.co e alle figure precarie impiegate nelle cooperative, al fine di costituire dei cobas aziendali e una rappresentanza sindacale e sociale capace di rispecchiare i luoghi di lavoro, unificando figure e mansioni al di là dell’inquadramento contrattuale: per raggiungere questo obiettivo concretamente sono necessari alcuni passaggi
  • Una costante denuncia delle privatizzazioni che si avvalga di elementi non ideologici ma di dimostrazioni concrete di come si stravolgono i servizi.
  • Una assistenza sindacale, legale a figure precarie più esposte per garantire aiuto e assistenza in caso di bisogno
  • Una lotta contro il precariato che chieda un potenziamento delle piante organiche pubbliche e dei capitolati di intesa dove il privato che subentri erediti l’obbligo a corrispondere indennità ai lavoratori come il disagio, il rischio e altre ancora che il CCNl servizi non prevede .
  • Una tutela reale dei lavoratori comunali( o della provincia…stiamo parlando di enti locali in generale) con una ripartizione del salario accessorio che tenga conto delle anzianità, del riconoscimento con successivo inquadramento e monetizzazione delle mansioni superiori (togliendo ai Dirigenti l’arma della attribuzione Al di fuori di ogni pianta organica e progetto di assunzione).
  • La tutela dei turnisti e indennità di disagio , di videoterminalisti, di sportellisti che non leghi parte della retribuzione alla pegelline dei Dirigenti (contro le quali il Cobas aziendale deve muoversi per costruire con i lavoratori e le lavoratrici dell’ente sistemi di valutazione differenti e più equi)
  • Accordare al fondo del salario accessorio (incremento del fondo ex art 15 CCNL) quote crescenti provenienti da Funzioni aggiuntive e da progetti. Ostacolare comunque la tendenza a organizzare i servizi solo attraverso progetti straordinari che alla fine eliminano o ridimensionano un progetto complessivo di rilancio e di riorganizzazione dei servizi, facendo la fortuna solo di pochi settori ritenuti strategici dalla Amministrazione e beneficiati con quote maggiori di salario accessorio
  • Aumentare il ticket restaurant con l’impegno da parte dell’Amministrazione a compensare almeno in parte i mancati aumenti chiesti per adeguare il buono mensa al potere di acquisto.
  • Rispetto e immediata applicazione della riduzione di orario a 35ore per il personale turnista
  • Progressione orizzontale, almeno una per tutto il personale da unire ad un piano triennale degli organici da concordare in delegazione trattante . Una progressione verticale che sblocchi le carriere e con nuovi stanziamenti da parte dell’Amministrazione permetta di coprire tutti i posti in organico lasciati vacanti dalle progressioni.
  • Un sistema di formazione permanente che sia oggetto di contrattazione con la Rsu
  • Maggiori diritti sindacali

Svincolare le ore di delegazione trattante e gli incontri di settore, da prevedere almeno ogni sei mesi, dal monte ore a disposizione per i delegati Rsu. In questo modo si potrebbe evitare che il delegato Cgil Cisl Uil continui a beneficiare di favoritismi in quanto appartenente aOOSS firmataria di contratto e metta ogni delegato nella condizione di esercitare il proprio mandato nel migliore dei modi possibili.

  • Serve un regolamento scritto per le mobilità dall’esterno, nei limiti e nel rispetto delle normative vigenti, al fine di evitare clientelismi e favoritismi che si sostituiscono alla giusta rivendicazione di una riqualificazione, con possibilità di carriera, da parte del personale.
  • Coinvolgere il personale nel sistema di valutazione che non può costruirsi sullo strapotere dei dirigenti
  • Trasformare i contenuti della 626|94 in rivendicazioni a sostegno della sicurezza e della salute de lavoratori e delle lavoratrici, contro ogni abuso per esposizione a videoterminali, agenti atmosferici e sforzi prolungati, specie in aperta violazione delle norme vigenti sui carichi di lavoro
  • Eliminare le pagelle e ogni discrezionalità da parte del dirigente nella erogazione del salario accessorio. Stabilire una quota del 65% rispetto al proprio gabellare, superato il quale la quota spettante come produttività generale torna a far parte del Fondo comune del salario accessorio. In questo modo si evita che la produttività generale venga corrisposta a chi ha già un altissimo salario accessorio (un quinto livello sono circa 50 milioni e in questo caso non avrebbe la quota della produttività che verrebbe spalmata tra tutti gli altri colleghi favorendo chi è tagliato fuori dagli straordinari,,…)
  • Monitoraggio costante con la rsu dei fabbisogni di organico e dell’uso degli straordinari vincolando l’Amministrazione a rivedere in caso contrario i progetti di assunzione.
  • Evitare una nuova Flessibilità oraria imposta unilateralmente dall’Amministrazione e svincolare dagli straordinari il recupero forzato(che deve avvenire in un anno e non in pochi mesi) delle ore non fatte per Ordine del dirigente ed esigenze di servizio non dovute al personale).

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

Continua

Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

Continua