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PROGETTI STRATEGICI

PROGETTI STRATEGICI: SE LI CONOSCI LI EVITI

Alcuni mesi fa la Segreteria Generale consegnò una lettera nella quale delineava i contenuti principali della contrattazione decentrata. In essa si trovavano quei progetti strategici che oggi si vorrebbe approvare senza averli discussi nella contrattazione decentrata ai quali erano destinate quote assai maggiori di quelle che due mesi di trattative con la rsu è riuscita a strappare.

Un limite delle organizzazioni sindacali è stato quello di non entrare subito nel merito dei contenuti ma di attendere la formalizzazione degli indirizzi secondo una pratica tipica delle segreterie Cgil cisl uil, le stesse che oggi chiamano allo sciopero per il contratto dopo avere difeso come una conquista salariale l’accordo bidone del 4 Febbraio, gli stessi sindacati che non spendono una parola contro la Finanziaria di Berlusconi che viene approvata senza un nuovo sciopero generale (eccezion fatta quello dei Cobas). Cosa già successa con le privatizzazioni delle quali non si è mai voluto parlare, lasciando ai soli Cobas il compito di denunciarne gli effetti negativi, e che stanno progressivamente dimettendo settori importanti della macchina comunale. Per esempio a Gennaio scatta il Gobal service e solo nei giorni scorsi abbiamo ricevuto il materiale relativo a questa decisione di carattere politico. Noi pensiamo che con il G. S si smantelleranno interi settori comunali laddove invece si dovrebbe intervenire per offrire i servizi che gli attuali organici non riescono a garantire, fermo restando che le figure professionali oggi esistenti non possono essere cancellate ma piuttosto conservate e riqualificate nella futura dotazione di organico.

Noi crediamo che i progetti possano rappresentare, come nel recente passato le pagelline, uno strumento di divisione tra il personale ben lungi dall’accrescere la produttività e la professionalità. Non vogliamo sminuire il lavoro svolto e l’impegno profuso da tanti\e colleghi\e ma vediamo sostituire il lavoro ordinario e la gestione quotidiana dei servizi da progetti eccezionali, quando manca un progetto di rilancio del servizio, quando si lavora senza strumenti in spazi angusti e con salari da fame. Il Sindacato confederale per anni ha concluso accordi nazionali al di sotto della inflazione reale e ha avvalorato la lotta intestina al posto di lavoro per accaparrarsi ore di straordinario, progetti e prestazioni aggiuntive, senza un’ora di sciopero contro le mobilità dall’esterno, le privatizzazioni, le mansioni superiori e le posizioni organizzative date solo per favorire alcuni dirigenti e pochi\e a discapito di molti\e. Unalogica che ha salvaguardato nei contratti nazionali solo alcune figure a discapito dell’intera categoria

Scopriamo che il Comune di Pisa non è stato al passo con i tempi in ogni campo, dall’informatica, alle comunicazioni interne ai servizi, dagli sportelli alla legge per l’autocertificazione, molti servizi sono andati avanti solo per lo spirito di sacrificio e la professionalità non riconosciuta del personale. Scopriamo che esistono report mai presentati al sindacato anche su questioni inerenti la contrattazione decentrata, si parla di corsi di formazione professionale quando in realtà dai profili professionali stanno scomparendo figure destinate alla esternalizzazione.

Dai progetti si evince che solo pochi Dirigenti e ancor meno dipendenti fanno parte di questi Progetti all’interno di una ridefinizione dell’Ente dove l’Immagine regnerà sovrana e dove ai dettami dell’Amministrazione si dovranno piegare coloro che vogliono accedere a un po’ di salario accessorio, con Dirigenti e Quadri destinati ad accaparrarsi quote crescenti del salario e del Fondo, con la forbice che si allargherà sempre più tra i loro stipendi e quelli del resto del personale.

Giorno dopo giorno la nostra stessa contrattazione decentrata è sempre più svuotata e all’impotenza segue la rabbia

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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