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La Piattaforma ccnl enti locali 2002

La Piattaforma ccnl 2002 \2005 di cgil cisl uil autonomie locali va respinta
  • Non tiene conto del reale costo della vita e dell’inflazione, prevede aumenti incapaci di recuperare quel 10% di potere di acquisto persi negli anni novanta
  • Rende difficile il riconoscimento delle mansioni superiori, assegna sempre più poteri ai Dirigenti, diminuisce i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici
  • Questa piattaforma discussa ,dopo essere già stata concordata con l’Aran, sposa la filosofia della legge 165/2001 e l’accordo per la PA dello scorso 4 febbraio(che ha promesso ma non dato soldi!!), accetta la costante diminuzione degli organici con immissione di lavoro precariato, interinali, cococo e privatizzazioni
  • Viene rafforzato il potere dei Dirigenti (che hanno avuto un contratto con aumenti superiori alla media dell’inflazione e con quote di salario svincolate dalla cosiddetta produttività individuale, mentre per tutti gli altri\le altre si preparano criteri valutativi discutibili e offensivi per la dignità individuale e incapaci per lo più di accrescere professionalità)
  • Si penalizzano e si scavalcano le Rsu con tavoli di trattativa privilegiati dove siedono solo i vertici provinciali dei confederali e dei sindacati autonomi che continuano a decidere sulla nostra pelle
  • La unificazione delle fasce B e D nei fatti vuol dire assegnare medesime mansioni con risparmio per gli enti e mancato riconoscimento del lavoro svolto in questi anni
  • Si dicono solo ovvietà sul sistema formativo e sulla crescita della professionalità quando ci impongono corsi e corsi-concorsi che con il miglioramento delle prestazioni e delle nostre conoscenze hanno ben poco da spartire
  • Non si arresta lo strisciante processo di privatizzazioni che colpisce scuole e servizi al cittadino, si straparla di nuove figure professionali senza salvaguardare quelle esistenti, si coprono gli aumenti di tariffe locali dopo la aziendalizzazione dei servizi

Non possiamo dire No al Patto per l’Italia e poi continuare a firmare accordi e intese che fanno solo gli interessi del Governo e di Confindustria (come fa la CGIL). L’opposizione sociale e politica ha bisogno di posizioni e scelte chiare, di contratti di categoria che recuperino potere di acquisto e salvaguardino l’occupazione

Lavoratori e lavoratrici respingiamo l’accordo bidone sulle autonomie locali. Recupero del potere di acquisto

Cobas enti locali Pisa

Sede provinciale via san Lorenzo 38 tel fax 050563083

Fotinpropisa18\9\2202

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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