Home ›› ENTI LOCALI ›› Documenti ›› Enti locali- Il business privatizzazioni

Enti locali- Il business privatizzazioni

Enti locali: Il business privatizzazioni

Quasi 1600 sono le aziende comunali , ma 650 di queste non sono più municipalizzate ma società per azioni a tutti gli effetti. Trattasi di aziende fornitrici di servizi come acqua e gas con 160 mila addetti e ricavi superiori a 21 milioni di euro con bilanci in attivo e ricavi tra vendite e prestazioni che aumentano soprattutto nei settori idrici del gas e dei rifiuti.

A capo di molte spa, nei loro consigli di amministrazione ci sono gli stessi politici, o stretti alleati, che hanno promosso la privatizzazione o l’aziendalizzazione di queste aziende.

immagini1

Nascono così i nuovi boiardi di stato.

Nei prossimi anni si giocherà una partita importante per ridisegnare equilibri e assetti dell’azienda Italia, servizi indispensabili per la vita domestica, servizi alle persone (dalle farmacie, al sociale ai cimiteri) saranno quotate in Borsa, parcellizzate e sottoposte alle logiche di mercato, il che non vuol dire accrescerne la efficienza e la produttività piuttosto favorirne la redditività per processi meramente speculativi con personale inquadrato in CCnl peggiori e spesso precario (ergo ricattabile)

Se la Legge Finanziaria 2002 all’art 351apriva la strada alla completa liberalizzazione dei servizi pubblici, la Finanziaria 2004 lascia nelle mani dei Sindaci il compito di guidare un processo suddividendo i servizi in due categorie, quelli a rilevanza industriale e quelli alla persona. Se i primi saranno strutturati in s.p.a per i secondi è possibile ipotizzare soluzioni diversificate con interventi del terzo settore ed esternalizzazione dei servizi. I Comuni se vorranno, nel caso dei servizi economicamente rilevanti, continuare a gestire in proprio non dovranno cedere neppure una azione ai privati, ma la legislazione vigente offre molteplici possibilità e la società mista pubblico –privato potrebbe essere particolarmente diffusa.

In ogni caso si rivedranno le tariffe e per la cittadinanza, con la scusa di rapportarle ai consumi reali, ci saranno aumenti sensibili dei costi.

Anche nella città di Pisa a partire dal prossimo anno saranno riviste tutte le tariffe dei servizi alle persone con aumenti anche del 20% e criteri come il riccometro che mettono nella stessa fascia famiglia monoreddito con professionisti che guadagnano fino a sei sette volte tanto.

immagini2

La Nuova legge Finanziaria taglia il 3% dei trasferimenti erariali disposti per il 2004 dalla finanziaria del 2002, i contributi statali previsti agli Enti locali subiranno ulteriori tagli perché non adeguati alla Inflazione (perfino quella programmata) e il rinnovo del Contratto enti locali graverà sui Comuni senza che arrivino risorse aggiuntive, ragion per cui supponiamo una riduzione del salario accessorio che incide in questo settore del 30% sullo stipendio percepito mensilmente)

Il personale ente locale dal 1995 ad oggi ha perso circa 40 mila unità e si attesta a 520 mila dipendenti, 11 mila dei quali assunti con contratto a tempo determinato: Non mancano le altre forme di lavoro flessibile in numero attualmente superiore a 1000 unità che dovrebbero comunque raddoppiare solo nel prossimo anno. Non sono conteggiati gli stagisti, personale laureando ormai impegnato in molti uffici. La gran massa dei dipendenti, quasi il 40%, è inquadrato in fascia C e la tendenza è di includerci quelle maestre e quei vigili che negli anni scorsi in virtù di contratti decentrati è passato alla fascia D. In ogni caso si assumeranno molti profili in categorie inferiori a quelle attualmente possedute e con la eliminazione della infracategorialità per esempio le mansioni di quinto si troveranno a partire dal quarto, almeno nei progetti dell’Aran che prova a introdurre queste clausole fin dal prossimo contratto nazionale.

Il 30% del personale è in fascia B e solo l’11% in fascia A, fascia che sostanzialmente eliminata in molti contratti decentrati ma che l’Amministrazione intende conservare, magari per giustificare il basso inquadramento del personale delle ditte esternalizzatrici. Ci sono negli enti locali oltre 50 mila collaborazioni coordinate e continuative che saranno reiterate e rafforzate nella pubblica amministrazione proprio con la nuova Legge finanziaria.

Per legge, entro il 2004, gli edifici dovranno essere a norma di sicurezza, molti Comuni hanno affidato all’esterno il monitoraggio dei lavori da eseguire ma sappiamo fin da ora che i fondi stanziati non saranno sufficienti a realizzare anche una minima parte dei lavori. Che poi questa messa in sicurezza sia l’anticamera della vendita di molti immobili è qualcosa di più di un semplice sospetto. Nel caso delle scuole è stata delegata in molti casi ai singoli istituti la manutenzione ordinaria ma la eliminazione delle squadre operaie nei Comuni li costringe ad affidarsi a supporti esterni come i Global service che in numerosi casi hanno manifestato ritardi ed inefficienze specie per il numero esiguo , e mal pagato, del personale in esso impegnato

Altro caso è quello della cartolarizzazione (emissione di titoli obbligazionari che derivano da sicure entrate per esempio la vendita di immobili); una società acquista gli immobili o con un mutuo o con obbligazioni, realizza alcuni interventi precedentemente programmati e poi li reimmette sul mercato.

Avremo poi il project financing con la costituzione da parte di una o più aziende di società vincolate ad alcuni progetti realizzati i quali poi vengono sfruttati gli utili e i flussi di cassa per un determinato periodo.

Un discorso a parte merita il servizio sociale, per esempio in Toscana sta nascendo La Società della Salute che vede personale del terzo settore, dei Comuni e della Asl operare a stretto contratto ma senza una equiparazione dei salari (ognuno si mantiene i propri contratti e l’inquadramento nel più vantaggioso resta un miraggio visto e considerato che le disparità fanno rima con la divisione interna e tanti contratti non permettono un fronte unico delle rivendicazioni)

Contratto nazionale enti locali e regioni se lo conosci non lo voti!
La indennità di comparto toglie soldi al fondo del salario accessorio e non è pensionabile. Nessuna quattordicesima, nessun adeguamento automatico dei salari al costo della vita. Via libera a nuovi processi di esternalizzazione dei servizi
Nelle prossime settimane inizieranno le assemblee sul contratto nazionale enti locali e regioni. Un contratto con numerosi elementi negativi che proviamo a riassumere in pochi punti

Troppo spazio ai codici disciplinari

I doveri diventano obblighi, il codice di comportamento è particolarmente severo e in linea con le norme comportamentali imposte già nel ccnl Ministeri. Sarà possibile licenziare, nell’arco di un biennio, dipendenti rei di per rendimento insufficiente, le disposizioni dirigenziali dovranno essere eseguite senza alcuna contestazione per non incorrere in sanzioni e provvedimenti disciplinari. In ogni caso si rafforzano i meccanismi di sanzione e i codici di disciplina

Infracategorialità?

Non viene eliminata come promesso da Cgil-cisl –uil che pensavano di far slittare i b1 a b3 ma tutto viene rimandato ad una non meglio precisata commissione paritetica che avrà il compito di redigere il nuovo sistema di classificazione, i profili professionali e i titoli di studio per l’accesso ad alcuni profili

immagini4

Aumentano i compensi per l’area quadri

All’art 10 si parla esplicitamente della valorizzazione delle alte professionalità che riceveranno da 5 mila a 16 mila euro annui, si dice di contrarre la spesa per il personale ma sul fondo del salario accessorio graveranno i compensi contrattuali spettanti alla fascia D

L’aspetto economico

Se negli ultimi anni i salari impiegatizi hanno perduto oltre il 10% del potere di acquisto, allora suona come una beffa il recupero del 5,6%

Quali aumenti?

Viene istituita la indennità di comparto pari a 40 euro dei quali solo 3,8 provengono da risorse aggiuntive del Governo, il resto viene invece detratto dalla contrattazione decentrata. Ma la indennità di comparto non è pensionabile quindi non si capisce quale sia il vantaggio e soprattutto come si possa equiparare enti locali a comparti pubblici come i Ministeri.

La giustificazione non può essere quella di un graduale miglioramento nel corso di più tornate contrattuali (per rendere la indennità pensionabile magari tra dieci anni) visto che da almeno un quindicennio attraversiamo una fase regressiva, ossia perdiamo salari e diritti .

Si fanno, intanto, strada i fondi per la previdenza integrativa

Fatti i dovuti calcoli al netto percepiremo più o meno 50 euro al mese ma le incognite riguardano il salario accessorio che come sappiamo copre circa il 30% della busta paga di un comunale

Gli Enti non potranno aumentare le risorse di contrattazione decentrata e dovranno invece rispettare un tetto predeterminato. Non sappiamo ancora se con i tagli imposti dalla Legge Finanziaria 2004 i Comuni riusciranno a fronteggiare i bilanci e le previsioni di spesa, con due possibili soluzioni ossia la contrazione del salario accessorio e il rincaro delle tariffe di molti servizi a partire dal prossimo Gennaio

Gli Enti dovranno essere in salute e quindi per avere pochi euro (3,2 mensili) dovranno presentare e attuare progetti per una non meglio precisata valorizzazione della professionalità.

La produttività sarà tassativamente erogata sulla base dei sistemi di valutazione (pagelline)

La annunciata progressione per alcune responsabilità non andrà in porto e se i compiti di responsabilità per la fascia D potranno raggiungere 2000 euro, per i B invece al massimo arriveranno 200 euro lordi. Crescono quindi le disparità di trattamento tra le fasce e i profili

Non aumenta la spesa per la formazione che rimane all’1% della spesa totale per il personale.

Questi sono i contenuti di un accordo che non determina aumenti salariali in linea con la inflazione e non recupera il potere di acquisto perduto. Si intravede la trappola delle pensioni integrative e si contrae il salario accessorio, diminuiscono gli spazi di democrazia attraverso codici disciplinari sempre più rigidi, tornano infine le pagelle per la valutazione individuale, un vecchio e iniquo strumento nelle mani dei Dirigenti. Per queste ragioni il nostro giudizio è negativo e invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a bocciare questo accordo rimandandolo al mittente

immagini5

L’Amministrazione comunale di Pisa

Nel programma elettorale del sindaco e negli indirizzi programmatici della Giunta Fontanelli ci sono nuovi processi di esternalizzazione che riguarderanno:

  • Cucine centralizzate nelle scuole (peggiora la qualità e si vanificano percorsi formativi del personale)
  • La società della mobilità della quale poco o nulla si sa
  • Il servizio cimiteriale nonostante la gestione di Manutencoop non abbia determinato una riduzione delle spese comunali , con una riduzione invece del costo del lavoro che si abbatte sui salari dei dipendenti della ditta esterna privi di indennità basilari come quelle del rischio e disagio. Peccato che i report della dirigenza definiscono il servizio diretto ottimale sotto ogni punto di vista
  • Il servizio tributi dove opera un alto numero del personale a tempo determinato e di cui chiediamo invece una definitiva regolarizzazione con inserimento nelle dotazioni di organico. Il lavoro dei precari ha permesso il recupero di numerose entrate per le casse comunali e l’ammodernamento di un servizio oggi competitivo
  • Il servizio scuola bus con sei precari storici che da anni svolgono numerose mansioni e non solo quelle spettanti agli autisti. Il servizio scuola bus comunale per i dati Regionali rimane il più economico ed efficiente, Comuni che hanno scelto la esternalizzazione sono tornati indietro.

immagini6

BUONI PASTO

I giornali e l’Istat denunciano la perdita del potere di acquistodegli stipendi di operai ed impiegati . . Non basta l’impegno dell’Amministrazione ad aumentare i buoni di mezzo euro, noi vogliamo un buono pari ad almeno 6 euro e con nuove

E’ ormai evidente che gli aumenti erogati con gli ultimi CCNL non compensano minimamente la perdita subita dal nostro salario negli ultimi due anni.

Per contro il valore dei buoni pasto è invariato da diversi anni a 9000 lire, pari ad euro 4,65 , una cifra ridicola con cui non si copre neppure la metà di un pasto.

Sui buoni mensa,sulle questionilegate alla contrattazione decentrata e nazionale, Cgil Cisl Uil non vogliono il conflitto in difesa dei diritti acquisiti e per un reale potere di acquisto, si cerca di rinchiudere le Rsu negli angusti spazi di una mediazione inconcludente, le decisioni che contano le vogliono prendere i provinciali. Questa sceltà è non solo inaccettabile ma da respingere visto e considerato che Cgil Cisl uil non hanno mosso un dito contro le privatizzazioni e per ripristinare meccanismi automatici che adeguino il salario alla inflazione (ci hanno tolto invece la scala mobile!)

Nella sede provinciale Confederazione COBAS

di via San Lorenzo 38

tel fax 050 563083, è attivo lo sportello legale. Per gli iscritti e le iscritte consulenza gratuita e servizio caf

fotinpropisa8nov2003pressosedecobasviasanlorenzo38

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

Continua

Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

Continua