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16/10/2003 COMUNICATO STAMPA - Comparto Regioni ed autonomie locali: firmata l'ipotesi di CCNL del personale del comparto per il quadriennio normativo 2002 - 2005 e il biennio economico 2002 - 2003. Ricordiamo che le disposizioni contrattuali saranno efficaci e potranno quindi essere applicate solo dalla data della definitiva sottoscrizione del CCNL.
Il CCNL Interessa 590 mila lavoratori. I benefici economici previsti complessivamente ammontano a 94,5 Euro pari al 5,66% di crescita delle retribuzioni, cui si aggiungono ulteriori 11,5 Euro, pari allo 0,5% più lo 0,2% per gli enti in possesso dei requisiti di "salute finanziaria", per un totale complessivo a regime di 106 Euro mensili pro-capite. L'aumento medio mensile a regime così calcolato è pari a 77,6 Euro suddiviso in due tranches: il 1° gennaio 2002 e il 1° gennaio 2003. L'indennità integrativa speciale è conglobata nella voce stipendio al fine di semplificare la busta paga. Le risorse destinate alla contrattazione integrativa sono, poi, aumentate, dal 1° gennaio 2003, di: -10,5 Euro mensili pro-capite per tutti gli enti di comparto; -8,3 Euro mensili pro-capite solo per quegli enti che non siano in stato di deficit o dissesto e che rispettino i parametri di spesa personale entro precisi limiti di bilancio; -3,2 Euro mensili pro-capite anch'esso condizionato alla salute finanziaria dell'ente e con vincolo di destinazione per la valorizzazione della professionalità. E' istituita una "indennità di comparto" il cui importo complessivo medio mensile è pari a 40 Euro, dei quali però solo 3,8 Euro mensili provengono dalle risorse fresche di contratto mentre la restante parte riutilizza risorse già finalizzate alla contrattazione integrativa, includendo tra queste anche parte degli aumenti definiti nel presente biennio. Completa il quadro degli utilizzi delle risorse l'importo mensile di 2,6 Euro mensili pro-capite finalizzati alla rivalutazione di 25 Euro mensili dell'indennità per il personale dell'area di vigilanza. E' stata soppressa la norma (art.5 del CCNL 5/10/2001) che dava spazio agli enti di aumentare senza limiti le risorse della contrattazione integrativa sussistendo dati di bilancio di particolare virtuosità. Il Contratto presenta anche significativi e rilevanti elementi di novità dal punto di vista normativo. In particolare, per le relazioni sindacali è stata semplificata la disciplina della concertazione e della contrattazione decentrata integrativa venendo incontro alle richieste degli Enti di ridotte dimensioni demografiche. Sicuramente innovativa è la nuova disciplina della costruzione delle risorse destinate alla contrattazione decentrata integrativa d'ora in poi distinte in fisse e variabili: le prime costituiscono un ammontare stabile nel tempo, salvo i futuri incrementi derivanti dalla contrattazione nazionale, le seconde, possono variare di anno in anno nel rispetto delle regole prescritte. Sono state anche nuovamente formulate le regole in materia di produttività e viene precisato che i compensi possono essere corrisposti a tale titolo solo a seguito di valutazioni dei risultati conseguiti.

Nostri commenti

Il sole 24 ore del 17/10 parla di 106 euro di aumenti, mentre lo stesso giorno Italia Oggi si limita ad 87 euro. Guerra di cifre o contraddizioni?

Gli aumenti in realtà sono suddivisi in due parti, la prima decorre dal 1 gennaio 2002 e la seconda dal 1\1\2003: Se guardiamo all’aumento del costo della vita, all’inflazione reale e al costo della vita in base ai parametri Istat gli aumenti erogati non compensano quel 10 - 13% di potere di acquisto perduto negli ultimi anni e il riferimento tiene conto dell’inflazione programmata non certo di quella reale.

Il contratto all’art 10 prevede la valorizzazione delle alte professionalità e le retribuzioni delle stesse vengono incrementate

Si rimanda ad una commissione paritetica una analisi del sistema di classificazione e ulteriori chiarificazioni sulle posizioni infracategoriali. Serviva invece scongiurare da subito la possibilità di far assumere personale in categoria inferiore in fascia b per mansioni fino ad ora svolte con qualifica superiore (in fascia b assumere ex quarti al posto di ex 5) Sono rinnovate le posizioni organizzative nell’ente che molti soldi detraggono al fondo comune del salario accessorio

Si limitano gli spazi della contrattazione decentrata anche nella attribuzione di compensi incentivanti per utilizzo di personale comandato nelle unioni di comuni

La produttività sarà erogata non a pioggia ma per legge si collegherà alle pagelline e alle valutazioni con criteri selettivi che scontenti e iniquità hanno creato in questi anni

Gli enti pur virtuosi non potranno aumentare il salario accessorio oltre una certa soglia, quindi diminuiscono le possibilità di contrattare un aumento dell’accessorio che per gli enti locali fino ad ora copriva il 30% dell’intera retribuzione.

Nella nuova indennità di comparto meno di 4 euro dei 40 previsti provengono da risorse aggiuntive, il resto sarà preso dalle quote già destinate alla contrattazione decentrata, quindi dobbiamo dedurre che gli aumenti sbandierati siano maggiori di quelli che realmente percepiranno i\le dipendenti interessati\e. Solo l’indennità di rischio e di polizia municipale hanno aumenti reali, la prima raggiunge 30 euro mensili contro i circa 20 di prima, la seconda rivalutata di 25 euro.

Sono invece salvaguardati a livello di contratto, mantengono quello attuale, i lavoratori interessati a processi di esternalizzazione, anche se avremmo preferito un tetto e un limite che impedisse la vendita e la esternalizzazione di interi servizi comunali.

Dulcis in fundo i nuovi codici disciplinari e di comportamento che lasciano poco spazio alla contrattazione e determinano un rafforzamento delle scale gerarchiche e della natura impositiva di molte disposizioni di lavoro. E se tutto questo si aggiunge al ripristino delle valutazioni collegate alle quali un parte importante della produttività, c’è poco da stare allegri

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I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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