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Ccnl regioni enti

Perdete ogni speranza o voi che entrate

CCNL REGIONI-ENTI LOCALI 2002-05: il primo contratto federalista

A dicembre 2002 il Comitato di Settore (organismo rappresentativo di Regioni e Autonomie Locali) ha inviato la direttiva all’ARAN per il rinnovo del contratto nazionale per i 700.000 dipendenti del comparto. I punti principali della direttiva :

STRUTTURA RETRIBUTIVA – Riduzione del numero delle voci a quattro: componente fondamentale, accessoria (indennità), variabile (produttività), lavoro straordinario. Si prevede un rafforzamento del salario variabile a scapito di quello fisso, ricorrente e continuativo.

CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA – Rafforzamento del contratto decentrato e fissazione dei tempi massimi della contrattazione. Il Contratto Nazionale fisserà i principi generali e gli istituti negoziabili, mentre l’attuazione verrà demandata a livello decentrato.

FONDO – Semplificazione del calcolo per la costituzione del Fondo. Quantificazione dello stesso demandata all’autonomia negoziale, all’interno di parametri prefissati. Maggiore flessibilità per gli Enti nella destinazione dell’utilizzo delle risorse finalizzate alla componente accessoria e variabile.

INCARICHI E POSIZIONI ORGANIZZATIVE – Istituzione della posizione “D super” riferita ad alcune tipologie professionali (solo per i grandi Comuni) e revisione dell’istituto delle posizioni organizzative.

ORDINAMENTO PROFESSIONALE – Considerare le posizioni giuridiche B3 (ex Vqf) e D3 (ex VIIIqf) come semplici posizioni economiche.

PER REGIONI, PROVINCE E UNIONCAMERE – Creazione di un’area delle alte professionalità costituita da figure specialistiche con elevata esperienza rilevabile da curriculum professionale, titoli di studio (master, lauree specialistiche ..) e abilitazioni.

PROGRESSIONI VERTICALI – Saranno gli Enti in base alle loro esigenze a disciplinare le progressioni verticali.

PROGRESSIONI ECONOMICHE ORIZZONTALI – Semplificazione degli scorrimenti orizzontali, in particolare per le categorie a più basso contenuto professionale. Fissazione di una percentuale massima di utilizzo del Fondo per le progressioni orizzontali.

VIGILANZA – Ipotesi di norme contrattuali separate in previsione di nuovo assetto legislativo in materia (polizie regionali).

TESTO UNICO – Predisposizione di un Testo Unico delle norme contrattuali vigenti.

Basta con i sindacati della concertazione che svendono i nostri interessi e concludono accordi senza consultare i lavoratori e le lavoratrici. Per un accordo che recuperi potere di acquisto e non crei altre divisioni e disuguaglianze

CONFEDERAZIONE COBAS

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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