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CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE, PER IL DIRITTO ALL'ACQUA, IL BENE PIU' PREZIOSO PER L'UMANITA'

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE, PER IL DIRITTO ALL'ACQUA, IL BENE PIU' PREZIOSO PER L'UMANITA'

L'Acqua e' uno dei beni piu' preziosi per la vita, come l'aria. Con l'acqua si sopravvive, senza non esiste cibo o sostentamento di sorta. Senza acqua pulita e sicura non esiste situazione sanitaria soddisfacente e senza questa non si puo' combattere la miseria. Eppure il 40% degli abitanti del mondo soffre la penuria d'acqua cioe' oltre due miliardi di persone. In Italia nove milioni di famiglie non hanno acqua a sufficienza ( l'estate scorsa siamo stati testimoni di proteste popolari di interi paesi del sud causate dalla carenza d'acqua) mentre le perdite degli acquedotti sono stimate mediamente del  30-40% e circa la meta' dei Comuni italiani e' senza impianti di trattamento degli scarichi. Nonostante sia l'elemento piu' prezioso per la vita, l'acqua viene usata come elemento di dominio di interi paesi e molte sono le popolazioni che vedono minacciata la propria indipendenza economica e politica perché vedono minacciato l'approvvigionamento idrico, come la Palestina e il Kurdistan. Sempre piu' spesso leggiamo di come il pianeta intero sara' minacciato dalla crisi idrica o di come, nel prossimo secolo, assisteremo a guerre per il controllo del cosiddetto "oro blu".

Per questo crediamo che l'acqua non possa essere considerata come un bene economico né tantomeno una merce, L'acqua e' un bene primario , un diritto per tutti gli esseri umani e come tale deve essere considerata un bene pubblico primario.

In Italia con l'Art.35 della finanziaria 2002 si vuole rendere obbligatoria la trasformazione in spa delle aziende speciali e dei consorzi idrici, passaggio questo inevitabile per introdurre la privatizzazione successiva. Eppure l'Unione Europea stessa sostiene che l'acqua non e' un bene commerciabile come gli altri ma un'eredita' che deve essere difesa e protetta come tale. E mentre nel resto d'Italia numerosi sono i Comuni che si organizzano per opporsi alle normative imposte dalla finanziaria, in Toscana si procede celermente alla privatizzazione del servizio idrico. A Firenze con la vendita del 40% di Publiacqua, nel bacino gestito dall'Ato 2 addirittura con la vendita del 45% di Acque spa. L'orientamento prevalente inoltre e' quello di individuare un patner unico industriale senza che neppure siano imposti vincoli sociali e solidali nella scelta dei criteri.

A fronte di tante dichiarazioni di principio che abbiamo ascoltato da parte degli amministratori del nostro territorio che sostengono con una mano il principio che l'acqua e' un diritto e non un business mentre con l'altra mano procedono con la vendita delle aziende pubbliche, i lavoratori riuniti in assemblea dichiarano:

* Di essere contrari al processo di privatizzazione di un bene pubblico primario come l'acqua

* Di ritenere demagogica e priva di fondamento la posizione di quanti sostengono la privatizzazione delle aziende idriche  quale strumento di efficienza e salvaguardia del servizio. In Inghilterra la privatizzazione del trasporto ferroviario ha consegnato al paese il maggior numero di disastri ferroviari di tutta Europa e una rete ferroviaria in condizioni disastrose; a Pisa gli effetti della privatizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti sono sotto gli occhi di tutti e si commentano da soli. A tale proposito l'assemblea dei lavoratori esprime solidarieta' ai lavoratori Geofor vittime di un attacco sconsiderato da parte della direzione aziendale.

Ritengono a questo proposito che la gestione e la distribuzione del ciclo delle acque, in linea anche con le direttive della legge Galli, debba essere orientata al risparmio della risorsa idrica e ad progetto industriale capace di tutelare ambiente e cittadini.

Ordine del giorno approvato all'unanimita' (6 astenuti, 2 contrari)

dalle Assemblee tenutesi in data 25 e 26 Novembre 2002

- rispettivamente nelle sedi di Pisa ed Empoli - dei dipendenti di Acque spa.

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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