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Blair berlusconi barcellona 2002

DOCUMENTO CONGIUNTO BLAIR/BERLUSCONI

VERTICE EUROPEO SUL LAVORO

BARCELLONA 2002

1. Creare nuovi posti di lavoro e aumentare il tasso di occupazione sono le parole chiave per garantire un’Europa coesa e ricca. Ridurre la disoccupazione e offrire a ogni cittadino la possibilità di accedere al mercato del lavoro e di rimanere occupabile durante tutto l'arco della sua vita lavorativa sono gli obiettivi più importanti per l'Europa. Un'economia e una società in cui i Governi, gli imprenditori e i lavoratori collaborano per creare "l'economia della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo" rappresentano i presupposti per una crescita sostenuta, per posti di lavoro più numerosi e migliori, per una coesione sociale. 2. Le economie europee hanno subito notevoli cambiamenti strutturali: la modernizzazione e la liberalizzazione dei mercati di prodotti e servizi, la globalizzazione e il rapido sviluppo dell'information technology e della communication technology. Il modello dell'occupazione a lungo termine presso un unico datore di lavoro sta scomparendo a poco a poco e viene sostituito da quello di una vita lavorativa fatta di lavori diversi, che richiedono capacità differenti. Queste nuove situazioni rappresentano una sfida per i decisori politici e per i cittadini. 3. I mercati del lavoro europei sono caratterizzati da problemi strutturali. Pertanto, riforme radicali sono necessario per affrontare le sfide che ci aspettano, aumentare il tasso di occupazione e garantire il pieno sviluppo del potenziale economico. Alcune riforme sono state fatte, tra cui la progressiva introduzione di una maggiore flessibilità nelle norme che ostacolano l'accesso all'occupazione e l'attuazione di politiche attive del lavoro. Tali riforme hanno contribuito a rendere l'Europa più competitiva e a creare nuovi posti di lavoro.4. Tuttavia, per trarre il massimo vantaggio da questi miglioramenti, nella maggior parte dei Paesi le regole attuali nonché il quadro legislativo e contrattuale in materia di occupazione devono essere adattati alle nuove situazioni. L'attuale regolamentazione spesso riflette forme di organizzazione del lavoro ormai obsolete. Perciò è necessario dare nuova forza al processo di riforma strutturale per garantire il funzionamento efficiente dei mercati del lavoro e per sviluppare politiche del lavoro più mirate. Gli obiettivi concordati dal Consiglio Europeo a Lisbona i Governi nazionali e la Commissione Europea devono essere raggiunti mediante riforme che consentano minore rigidità dei mercati del lavoro, maggiore flessibilità dell'occupazione, minore disuguaglianza sociale.5. II Consiglio Europeo di Primavera di Barcellona dovrebbe stabilire nuove priorità e individuare politiche "chiave" che portino alla piena occupazione e ad una società più unita e più aperta. Le preoccupazioni a breve termine relative allo stato dell'economia europea, anziché distogliere la nostra attenzione dall'esigenza di compiere le necessarie riforme, devono costituire uno stimolo in più per attuare con maggior vigore una riforma più generale dei nostri sistemi economici.Flessibilità, sicurezza ed efficienza dei mercati del lavoro.6. L'attuale clima di incertezza dell'economia mette in risalto la rilevanza di un funzionamento efficiente del mercato del lavoro. E' importante resistere alle pressioni derivanti dalla fase ciclica di rallentamento degli ultimi mesi che spingono per ritornare-a politiche tradizionali di sovvenzionamento e di tutela dei posti di lavoro, politiche che nel lungo termine avrebbero conseguenze dannose per la crescita dell'occupazione. Esse, infatti, potrebbero ridurre a breve termine la perdita di posti di lavoro, ma nel lungo periodo costituirebbero un danno per la creazione di nuovi posti di lavoro, poiché rappresenterebbero un'inversione di tendenza rispetto agli sforzi attuali volti a ricercare una maggiore efficienza e flessibilità dei mercati del lavoro che già hanno prodotto risultati considerevoli. Una eccessiva regolamentazione del mercato del lavoro potrebbe ostacolare in alcuni settori la necessaria ristrutturazione economica, e si rischierebbe di tornare ai quei mercati europei del lavoro sclerotici,quali quelli che hanno registrato una massiccia disoccupazione alla fine degli anni '80 e all'inizio degli anni '90.7. Nell'Unione Europea negli ultimi due anni c'è stato un notevole miglioramento dell'occupazione e la disoccupazione è diminuita in misura considerevole, a seguito della crescita sostenuta, della minore regolamentazione e di politiche attive del mercato del lavoro mirate a prevenire la crescita della disoccupazione nel lungo periodo. Sono state progressivamente eliminate istituzioni, norme e pratiche connesse che ostacolavano la risposta ai cambiamenti strutturali, con vantaggi evidenti in termini di crescita dell'occupazione. Anziché dare importanza, come in passato, alle norme che tendono a tutelare il posto di lavoro, ora si tende a promuovere la occupabilità, cioè la possibilità di trovare un'occupazione sul mercato del lavoro, attraverso l'apprendimento e la formazione durante tutto l'arco della vita nonché forme di lavoro piùflessibili.8. II raggiungimento degli obiettivi dell'occupazione concordati al Consiglio Europeo di Lisbona dipende soprattutto dall'attuazione di riforme strutturali che consentano una maggiore efficienza e flessibilità del mercato del lavoro e la sua accessibilità. L'integrazione dei mercati del lavoro e dei prodotti ha messo in luce la rigidità di mercati del lavoro sovraregolati: l'eccesso di regolamentazione può impedire ai giovani l'ingresso nel mercato del lavoro e comporta il perdurare della disoccupazione nel lungo periodo. 9. Occorre trovare un equilibrio tra il bisogno di flessibilità delle aziende e la necessità di sicurezza e di occupabilità dei lavoratori; raggiungere questo equilibrio non è un compito facile. Negli ultimi anni le pressioni della concorrenza, i cambiamenti tecnologici e le mutate preferenze dei consumatori hanno indotto molte imprese a rivedere le strategie e le procedure organizzative tradizionali. Le imprese hanno dovuto reagire sempre più spesso con maggiore flessibilità a cambiamenti della domanda e dell'offerta. Gli sviluppi tecnologici hanno consentito alle imprese di introdurre nuovi sistemi più flessibili nell'organizzazione dei sistemi di produzione.La maggiore frammentazione del mercato del lavoro e la conseguente emersione di molteplici mercati del lavoro hanno messo in luce l'esigenza di una riforma a livello micro economico, mirata a favorire l’accesso ai mercati del lavoro di tutte le categorie di lavoratori. 10. Gli Stati membri dell'UE dovrebbero quindi, ove necessario, rivedere la regolamentazione esistente e introdurre nuove norme e incentivi per ridurre gli ostacoli all'occupazione, facilitare l'introduzione di un'organizzazione del lavoro più moderna e aiutare il mercato del lavoro ad adattarsi al cambiamento strutturale. Le parti sociali dovrebbero accordarsi sulle iniziative da intraprendere in settori quali lo sviluppo di un orario di lavoro più flessibile, la riduzione degli straordinari, l'aumento del lavoro part-time, l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e le interruzioni della carriera. Il lavoro part-time può facilitare il passaggio dalla disoccupazione al mercato del lavoro e dall'occupazione, tempo pieno alla pensione, e la partecipazione delle donne e dei lavoratori più anziani alla vita attiva. 11. Ogni Stato Membro dovrebbe esaminare la possibilità di introdurre contratti di lavoro di tipo più flessibile, tenuto conto della sempre maggiore diversità delle forme di occupazione. Nello stesso tempo, chi lavora con nuove forme di contratto di lavoro dovrebbe continuare a godere di una sicurezza adeguata. Per aumentare i livelli di capacità nelle imprese, gli Stati Membri dovrebbero riesaminare gli ostacoli che si frappongono agli investimenti in risorse umane attraverso agevolazioni fiscali o altri incentivi per lo sviluppo della formazione all'interno delle aziende.Dovrebbe essere preso in seria considerazione l'obiettivo di offrire ad ogni lavoratore la possibilità di conseguire,entro il 2003, una preparazione di base nella società dell'informazione.Competenze e mobilità12. Sulla base del lavoro svolto dalla Task Force sulla Mobilità e le Competenze, il Consiglio Europeo dovrebbe studiare quali azioni intraprendere per migliorare la mobilità e la libera circolazione di tutti i lavoratori e di coloro i quali sono in cerca lavoro. Occorre rimuovere gli attuali ostacoli che si frappongono in particolare alla libera circolazione dei lavoratori qualificati e ridurre il problema di un mancato incontro tra posti di lavoro e competenze soprattutto, ma non esclusivamente, nella information technology. 13. Eliminando gli ostacoli alla mobilità sarà possibile aumentare l'efficienza del mercato e superare quelle strozzature che possono causare pericolose pressioni salariali. La maggiore efficienza dei servizi dell'impiego pubblico e privato è un elemento importante per consentire un accesso il più ampio possibile al mercato del lavoro. 14. Bisognerebbe raccomandare alle parti sociali, anzitutto, di individuare le principali caratteristiche dei nuovi mercati europei del lavoro, in particolare per quanto riguarda la domanda e l'offerta di specializzazioni, la mancanza di qualifiche specifiche e il ruolo della formazione durante tutto l'arco della vita. Inoltre sarebbe opportuno che individuassero quali sono i principali ostacoli allo sviluppo dei mercati europei dei lavoro, in particolare per quanto riguarda le specializzazioni e la mobilità. Le parti sociali dovrebbero concentrare su questi problemi i loro sforzi per modernizzare il mercato del lavoro e aumentarne le capacità di adattamento.

Politiche attive e incentivi fiscali

15. Occupazione e inserimento sociale sono obiettivi strettamente legati nel quadro della Strategia Europea per l'Occupazione, ulteriormente confermati dalle conclusioni cui si è giunti nel Consiglio Europeo di Lisbona. L'occupazione è un elemento chiave nell'inserimento sociale, sia a livello macroeconomico - per garantire che i nostri sistemi di welfare siano sostenibili nel lungo periodo -, sia a livello microeconomico -poiché il lavoro retribuito è la strada migliore per uscire dalla povertà.Questi principi di carattere generale dovrebbero configurare le caratteristiche di proattività delle politiche del mercato del lavoro disegnate nell'ambito del processo di Lussemburgo e successivamente attuate in tutti i Paesi dell'Unione Europea.16. La Strategia Europea per l'Occupazione ha avuto meno successo nel guidare le riforme del sistema fiscale e di incentivazione al lavoro. Non è stata data sufficiente importanza alla necessità di assicurare un incentivo finanziario adeguato per l'ingresso dei disoccupati nel mercato del lavoro. Non è più sufficiente garantire soltanto che i sistemi di incentivazione forniscano un sostegno finanziario a chi non trova lavoro.17. Un'ulteriore azione è necessaria per ridisegnare l'obiettivo dei sistemi di sostegno alla disoccupazione, spostandoci dal tradizionale supporto passivo ai disoccupati ad incentivi condizionati che favoriscano l'ingresso o il rientro nel mercato del lavoro. Facendo in modo che le agevolazioni fiscali e contributive costituiscano un incentivo all'occupazione sarà possibile salvaguardare nel lungo periodo la capacità di sostenibilità finanziaria dei nostri sistemi pensionistici. 18. Due elementi sono della massima importanza nell'orientare le scelte in materia di politica fiscale. Innanzitutto, la disoccupazione e la bassa partecipazione al mercato del lavoro sono fenomeni che si concentrano prevalentemente in determinati gruppi sociali. Questo fenomeno assume forme diverse nei vari Paesi, secondo le qualifiche mancanti o le differenze regionali, ma una caratteristica comune è quella che le persone con un più basso potenziale di reddito avranno molto probabilmente minori possibilità di trovare un'occupazione qualificata. Inoltre, per diventare più competitiva l'Europa deve potenziare la sua capacità di sviluppare e sfruttare le tecnologie moderne. A questo proposito sono essenziali l'accumulo di capitale umano e la partecipazione attiva dei lavoratori alla formazione. 19. E' essenziale riformare il sistema fiscale,contributivo e degli incentivi al lavoro per ottenere un rendimento ed un ritorno dell'investimento in capitale umano, in particolare nel caso dei lavoratori che percepiscono salari più bassi. L'onere fiscale dovrebbe essere ridotto in particolare nel caso di coloro che percepiscono salari bassi, concentrando le riduzioni soprattutto sui lavoratori a basso reddito.20. La riforma del sistema fiscale, contributivo e degli incentivi al lavoro può aiutare anche nell'affrontare i problemi regionali. Il vantaggio di sviluppare l'aiuto nelle aree meno privilegiate in questo modo è che esso può essere direttamente mirato all'occupazione, senza produrre effetti economici distorsivi. Ridurre gli oneri fiscali dei lavoratori che percepiscono salari bassi può aiutare anche a garantire un sistema di contrattazione salariale più decentrato con salari più in linea con la produttività.

Regolamentazione del Mercato del Lavoro 21. Mercati del lavoro più moderni e più flessibili necessitano di un nuovo approccio nella regolamentazione legislativa dell'occupazione (occorrono, cioè, meno regole obbligatorie, e una regolamentazione più "morbida", basata sul benchmarking delle migliori pratiche) e nella contrattazione collettiva (accordi quadro anziché contratti collettivi quasi legali) . E' necessario anche un maggiore livello di coinvolgimento dei lavoratori, che costituisce uno degli elementi principali che potrebbero determinare la qualità del sistema delle relazioni industriali e la capacità di adattamento delle imprese e dei loro dipendenti al nuovo ambiente. 22. Le parti sociali dovranno esplorare nuovi modi per la negoziazione degli accordi, facendo un utilizzo più ampio delle indicazioni del Trattato, e pienamente utilizzando la possibilità di procedere ad accordi quadro volontari, da attuare attraverso le più appropriate procedure nazionali. 23. Le misure già adottate in sede di Unione Europea completano, a livello europeo, un quadro generale di criteri minimi essenziali di regolamentazione e di tutela sociale dell'occupazione. Il modello sociale europeo,quindi, tutela i diritti fondamentali dei lavoratori in moderni posti di lavoro. Ora dobbiamo garantire che il risultato ottenuto trovi piena applicazione a livello nazionale. Il futuro lavoro a livello europeo dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento della partecipazione, sulla diversità, la flessibilità e tutela dei sistemi di lavoro,attraverso lo scambio delle pratiche migliori e l'introduzione di un metodo di coordinamento aperto. Il dialogo sociale a livello della Comunità Europea deve essere potenziato ed arricchito per portare avanti l'attuazione dei punti all'ordine del giorno del Consiglio Europeo di Lisbona, relativi alla competitività e alla qualità.

La nuova Strategia dell'Occupazione 24. Un legame più efficace deve essere stabilito tra occupazione, rapporti di lavoro e politiche macroeconomiche, concentrando le Linee Guida dell'Occupazione sull'obiettivo di arrivare ad un'economia della conoscenza competitiva, fondata sulla creazione di un maggior numero di posti di lavoro, come concordato dal Consiglio Europeo di Lisbona. E' importante rendere più agile il processo di Lussemburgo, concentrandosi su un numero limitato di argomenti e individuando aree di intervento prioritarie. 25. Il riesame delle Linee Guida della Strategia Europea per l'Occupazione dovrebbe essere basato sui seguenti principi, tenendo presente che la migliore strategia per combattere la disoccupazione e l'emarginazione sociale è una società attiva basata sull'occupazione: - il potenziamento delle politiche attive e di prevenzione può consentire di evitare il perdurare della disoccupazione di lungo periodo: ciò significa una maggiore efficacia dei servizi del pubblico impiego, compresa l'apertura di questo mercato al settore privato;- il rafforzamento delle responsabilità individuali, attraverso un severo controllo delle modalità di concessione e di godimento del sostegno al reddito e una riforma delle agevolazioni fiscali che riequilibri il bilanciamento tra sostegno dei redditi e incentivi per favorire il reingresso nel mercato del lavoro; - l'aumento della partecipazione alla forza di lavoro, in particolare per quanto riguarda le donne e i lavoratori più anziani, e il rafforzamento delle politiche mirate a conciliare lavoro e vita familiare; - la garanzia della occupabilità nel lungo periodo, incoraggiando i lavoratori a rimanere al lavoro e rendendo più flessibile il pensionamento, in particolare nel caso dei lavoratori specializzati;- il consolidamento di politiche mirate a mantenere la possibilità di occupazione dei lavoratori, in particolare migliorando gli schemi di formazione durante tutta la vita.

 

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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