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La Confederazione Cobas Puglia apprende con molta amarezza e stigmatizza fermamente il comportamento di alcune Organizzazioni Sindacali, che in quest’ultimo periodo perseverano nell’alimentare una vera e propria guerra tra poveri, ossia: tra gli Operatori Socio-Sanitari già assunti a tempo determinato dalle Asl pugliesi, che hanno lavorato strenuamente nei mesi di pandemia esponendo la loro salute per il bene della collettività, contro chi con merito ha vinto un concorso pubblico e ora pretende il rispetto della legge e del concorso che ha superato.

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MEDICI ED INFERMIERI COOP

Con l’avvento del Covid, si sono accentuate drammaticamente le carenze di medici ed infermieri causate dalle varie revisioni di spesa pubblica perpetrate dai politici di turno negli ultimi decenni con riduzione di personale e posti letto nella sanità Italiana, per sopperire a questa problematica, durante la seconda ondata di contagio sono stati stanziati 192 milioni di euro per incrementare il personale sanitario destinato ai pronto soccorso, ma di questa cifra solo una minima parte è stata impiegata per l’assunzione a tempo indeterminato di medici ed infermieri, si è preferito ricorrere all’appalto di personale sanitario tramite agenzie interinali. In Italia ci sono 844 pronto soccorso ospedalieri che effettuano circa 24 milioni di visite in un anno, con 2800 accessi ogni ora, gestiti da 12 000 medici specialistici, un medico ogni 2000 pazienti, decisamente pochi per scongiurare i lunghissimi tempi di attesa che si registrano nelle sale di accettazione del pronto intervento.

 

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Il PERSONALE MEDICO, INFERMIERISTICO E DI SUPPORTO E’ SEMPRE PIU’ CARENTE!!!

Gli eroi sono sempre pronti per fronteggiare il problema, sì proprio quegli eroi sottopagati, a cui non è stato mai riconosciuto il giusto compenso retributivo, “merce”da utilizzare e tirar fuori e mettere in campo al momento del bisogno.

I cinque mesi di apparente calma, non sono bastati per organizzare un piano di assunzioni per assicurare l'assistenza ed il rispetto dei parametri LEA in tutte le divisioni.


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Il COVID-19, oltre i lutti e le sofferenze, ha portato allo scoperto problematiche troppo a lungo ignorate. Ha evidenziato l’alto tasso di precarizzazione del lavoro e le disuguaglianze sociali in una prospettiva preclusa al miglioramento occupazionale ed economico; siamo di fronte all’incremento del lavoro sommerso, che, specialmente al Sud, costituisce in negativo un ammortizzatore sociale determinante per la sopravvivenza di qualche milione di persone, come anche il fabbisogno di manodopera in agricoltura, di colf e badanti, quasi totalmente ricoperto da migranti o da donne dell’Est-europeo. Inoltre, la farraginosità di una burocrazia troppo invasiva, ancora una volta rischia di depotenziare i provvedimenti governativi, ancorchè discutibili, a sostegno di chi il reddito lo ha perso.

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Sull’emergenza COVID-19, a distanza ormai di quasi 4 mesi dalla sua insorgenza, che ha impattato duramente il nostro SSN, possiamo oggi fare delle riflessioni più approfondite e trarne le prime conclusioni.

A livello mondiale ogni governo ha attuato il suo modello in politiche sanitarie e ognuno ha risposto a modo suo con interventi diversi.

Alcuni paesi asiatici (Corea ed altri) con l’esperienza delle pandemie passate (Sars ecc.) erano già attrezzati rispetto a questi fenomeni ed hanno retto bene l’impatto col COVID-19. In Europa ogni paese ha risposto come ha creduto (dall’Inghilterra, alla Germania, alla Francia ecc.). In Grecia poi la pandemia ha avuto ripercussioni minime dato che da fine gennaio il governo ha attuato immediatamente politiche rigorose.

Questa epidemia ha evidenziato in Italia le carenze o comunque l’inadeguatezza a fronteggiare questo tipo di emergenze, al di là delle problematiche già preesistenti.

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La diffusione del COVID-19 con migliaia morti nel mondo e innumerevoli positivi in 114 paesi, con oltre 12 mila contagiati ed oltre 800 decessi ad oggi sul territorio nazionale, è ormai stata dichiarata come pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale prefigura purtroppo un’estensione ancora più dirompente.

Di fronte a questi allarmanti livelli di diffusione i provvedimenti messi in campo dal governo Conte col DPCM dell'8 marzo e quello successivo avrebbero dovuto dare una indicazione forte e una spinta alle varie amministrazioni ed enti pubblici ad attuare tutti quegli strumenti e quelle misure da adottare a salvaguardia e a tutela della salute dei lavoratori.

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La scopo dei virus, come del resto di ogni altro essere vivente, è quello di riprodursi e aumentare la sua popolazione, anche il Covid 19 colonizzando ed infettando cellule ospiti, cerca disperatamente di raggiungere questo scopo e quando non ci riesce muta in diverse varianti più forti o soltanto diverse, che hanno le stesse finalità della forma iniziale.

 

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Il governo Conte-bis si è dissolto in tempi rapidissimi. A sostituirlo, Mattarella ha chiamato il “salvatore della Patria” Mario Draghi, per ripetere l’exploit del salvataggio dell’euro con il suo “whatever it takes”. Tutti i poteri del Paese gli hanno reso omaggio: ma l’incoronazione a “sovrano" sarà duratura o la "luna di miele" svanirà davanti alle prime decisioni serie? Certo, questo Draghi non è quello che nel 2011 intimava a Berlusconi durissima austerità e tagli, provocandone la sostituzione con il tecnocrate “lacrime e sangue” Mario Monti.

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Venerdì 13 novembre SCIOPERO per la difesa della salute e la sicurezza sul posto di lavoro

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Con il 5 x mille ad Azimut dai un contributo ai progetti nazionali ed internazionali dei Cobas

Associazione Azimut onlus Codice Fiscale: 97342300585

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Le foto delle precarie dei nidi e delle scuole d'infanzia del comune di Roma in lotta per la stabilizzazione, con lo sciopero della fame della nostra delegata RSU Irene Germini e il presidio Cobas al Campidoglio

 

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Per la scuola manifestazione nazionale a Roma (MIUR, ore 9.30): NO al contratto miserabile, assumere tutti/e i precari/e

Il 23 febbraio la scuola sciopererà nuovamente, dopo il 10 novembre e l’8 gennaio scorsi. Alla cruciale protesta – che aveva caratterizzato lo sciopero di gennaio – delle maestre Diplomate Magistrali contro l’inqualificabile sentenza del Consiglio di Stato che ne ha messo a forte rischio il posto di lavoro e i diritti acquisiti, nello sciopero e nella manifestazione nazionale a Roma (MIUR, ore 9.30) del 23 si aggiungerà quella dei docenti ed ATA di tutti gli ordini di scuola contro un contratto miserabile, che, dopo 10 anni di blocco e di perdita salariale oltre il 20%, offre una insultante “mancetta” di 45-50 euro mensili nette e introduce negli obblighi contrattuali una parte delle schifezze della legge 107, con il sostegno e il consenso unanime di Cgil, Cisl e Uil.

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“Tutti i nodi vengono al pettine” E di nodi la sanità italiana ne ha accumulati tanti in questi ultimi decenni!

Tagli indiscriminati di personale e posti letto negli ospedali pubblici, perpetrati, negli anni passati, da governi ora di destra ora di sinistra a favore di una sanità privata e di interessi prettamente speculativi hanno distrutto l’eccellente sistema sanitario italiano riducendone le capacità assistenziali e negando il lecito diritto alla salute a tutti i cittadini.

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IL GIORNO 19 OTTOBRE 2018
PRESSO LA SEDE COBAS IN PIAZZALE LORETO, 11 A MILANO
DALLE ORE 14.00 ALLE ORE 19.00

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La faccia tosta di CGIL-CISL-UIL e compari di merende

Hanno presentato i rinnovi contrattuali del P.I come una conquista da festeggiare, dopo anni di blocco che hanno penalizzato in maniera pesante il reddito ( e il calcolo pensionistico) di milioni di lavoratori. Continua il consociativismo di CGIL-CISL-UIL, iniziato con gli accordi di Luglio ’92 e ’93 (politica dei redditi) che decretò la fine della contrattazione, relegandola al mero recupero dell’inflazione.

Il CCNL del comparto Funzioni Locali (ex Regioni-Enti Locali) appena siglato è in linea con quello degli altri comparti, con un “recupero” salariale a partire solo dal 2016 e con “miglioramenti” economici, quantificabili negli sbandierati, mitici 85 euro medi lordi, ridicoli e offensivi.

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E’ convocata per sabato 20 gennaio 2018 dalle ore 9.30 alle ore 16.30 nella sede Cobas di Roma, in viale Manzoni 55 (da Termini metro A, direzione Anagnina, fermata Manzoni) l’assemblea nazionale della federazione Cobas Pubblico Impiego, alla quale si sollecitano tutte le situazioni Cobas ad essere presenti.

 

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Il patron di Umana, principale società italiana di somministrazione di lavoro interinale, nonché Sindaco di Venezia, ha iniziato la sua “rivoluzione”. Sopravanzando il processo di esternalizzazione dei servizi pubblici, sta preparando il terreno per una più ampia e diffusa “privatizzazione” dello stesso lavoro nel pubblico, applicando i principi ispiratori del lavoro precarizzato e flessibile che hanno animato il jobs act.

 

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Alcuni tra i tanti buoni motivi per i quali chiediamo a tutti i colleghi di non rendersi complici di questa iniziativa.

1. Parlare di idee vincenti mentre i colleghi – il vicino di scrivania, la persona con figli e magari mutui – vengono lasciati a casa per le velleitarie idee di un sindaco incapace di fare il sindaco dà il voltastomaco , è immorale. I contratti scadono il 20, le idee vincenti il 22: ci si chiede di organizzare una festa in casa due giorni dopo un lutto.

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I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Vogliamo coinvolgere nello sciopero – e nelle manifestazioni che si svolgeranno nelle principali città – anche parti significative del piccolo lavoro “autonomo”, schiacciato dalla crisi almeno quanto quello dipendente, i giovani delle partite IVA e delle decine di tipologie di precariato, e pure chi non può scioperare nelle forme tradizionali, chi non ha neanche un contratto o che addirittura lavora gratuitamente.

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Anche se a tutt'oggi non è stato firmato il decreto che proroga il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici non c'è da sperare in una ripresa della contrattazione nazionale, considerato che manca completamente la copertura finanziaria. Scatta quindi da aprile la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale?
Dal punto di vista prettamente giuridico SI, eppure con il Dl 98/2011 il legislatore ha demandato all'emanazione di uno o più regolamenti per la proroga fino al 31/12/2014 di tutte le norme che limitano i trattamenti economici dei dipendenti della PA oltre che per la revisione delle modalità di calcolo dell'indennità di vacanza contrattuale.
Tirando le fila quindi, allo stato attuale non ci sono norme che vietano la corresponsione dell'indennità nello stipendio di aprile, eppure si paventa l'ipotesi dell'emanazione del regolamento in questione oltre la data di chiusura degli stipendi, con la conseguenza di dover recuperare nello stipendio di maggio le somme liquidate.

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