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Documenti - Volantini

Adesione dei Cobas all'assemblea per l'Università bene comune

Nel comunicare la propria convinta adesione all’Assemblea nazionale per l'Università bene comune, che si terrà a Bologna sabato 24 marzo 2012, Cobas Università vuole portare all’attenzione dell’Assemblea i problemi che recenti e meno recenti disposizioni legislative stanno creando anche sul Personale che fornisce i servizi amministrativi, tecnici, bibliotecari e socio-sanitari.

La modifica degli Statuti in base alla Legge 240/2010 o Legge Gelmini, ha fortemente diminuito e in alcuni casi annullato, le Rappresentanze del Personale negli Organi di Governo e nelle Strutture.

Servizi esterrnalizzati università di Pisa: vogliamo discutere dei capitolati di appalto

Nei giorni scorsi l' unità tra studenti e lavoratori ha prodotto i primi risultati con lo stanziamento di 40 mila euro che permetterà alle biblioteche universitarie di prolungare gli orari di apertura. Una decisione importante ma non affatto scontata. visto che sono state necessarie occupazioni di biblioteche, proteste e denunce a mezzo stampa per ottenere questo risultato del quale beneficeranno non solo gli studenti e i ricercatori ma anche i lavoratori esternalizzati da un anno in cassa integrazione.

UNIVERSITA' : RICERCA SENZA FUTURO

È arrivata l’ennesima “antiriforma” nel mondo dei saperi: con la supervisione/diktat di Tremonti, il Ministro Gelmini presenta l’ennesimo scempio dell’Università in cui domina su qualsiasi altra considerazione il concetto di risparmio. In altri termini, i tagli.

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Nel documento sono condensati tutti i sogni e i desideri di quel liberismo incontinente che ha provocato in Europa e nel mondo la crisi economica e finanziaria, quella occupazionale, ambientale ed energetica. Vi sono contenuti: la massima libertà di licenziamento nel lavoro privato e in quello pubblico; la deportazione coatta di dipendenti pubblici da un settore all’altro e l’introduzione della Cassa Integrazione; la cancellazione definitiva dei contratti nazionali e di ogni residuo di democrazia sindacale e di diritti del lavoro; l’ulteriore scempio del sistema pensionistico; l’annullamento del risultato referendario su acqua e servizi pubblici, che si vogliono gettare in pasto globalmente al mercato e alla speculazione privata; la svendita del patrimonio e della ricchezza collettiva (demanio, beni culturali e ambientali ecc..); fino alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole basati sui grotteschi quiz Invalsi, di cui nella primavera scorsa ha riso mezza Italia.