Home ›› ENTI LOCALI ›› Volantini ›› Provincia di Roma: DEPORTATI !!!

Provincia di Roma: DEPORTATI !!!

La Provincia di Roma, sottotraccia, ha mandato avanti il progetto della sede unica, individuata nella zona del Torrino e denominata EUROSKY.

L’operazione è motivata da un presunto risparmio e per facilitare i cittadini che troverebbero tutti i servizi riunificati, appunto, in un solo edificio.

Le due motivazioni sono entrambe false:

RISPARMI – La Provincia per questa operazione immobiliare impegnerà 280 Milioni di Euro che non possiede. Le risorse verranno reperite tramite una disinvolta dismissione (svendita) dei “gioielli di famiglia”. Per il complesso di Via di Villa Pamphili si pensa di ricavare 45 Milioni; per la caserma di Piazza del Popolo 44 Milioni; per la caserma di piazza San Lorenzo in Lucina 26 Milioni. Mancano le stime per le sedi di Piazza Belli, Tre Cannelle, Via Cavour, Via de’ Prefetti, ex scuola Luisa di Savoia e altre. Comunque, dalla dismissione, la Provincia prevede di reperire circa 140 Milioni a cui si aggiungono 40 Milioni di risparmi (sottratti a servizi e dipendenti). Le risorse a vario titolo reperite verranno affidate ad un Fondo Immobiliare di proprietà della Provincia, la cui gestione verrà attribuita ad un soggetto privato (Paribas?) che anticiperà il 60% del valore degli immobili. Il restante, 90-100 Milioni, verrà acquisito tramite un mutuo ( dopo il declassamento di Standard&Poor’s, gli interessi saranno molto “salati”) che si aggiunge agli 841 Milioni di debito pregresso, che diverrà un’eredità pesante per chi verrà dopo.

SERVIZI AI CITTADINI – La smemorata e confusa giunta Zingaretti dimentica che amministra il territorio provinciale per il 90% e solo per un 10% ha competenze ricadenti nel Comune di Roma.

Pertanto, se si fosse voluta avvicinare l’Amministrazione alla comunità provinciale, la giunta Zingaretti avrebbe dovuto DECENTRARE parte dei servizi e degli uffici sul territorio extraRoma, evitando ai cittadini dei 125 comuni provinciali di doversi recare nella capitale per espletare pratiche amministrative, come passi carrabili, tessera per raccolta funghi ecc. –

Il decentramento avrebbe avuto costi irrisori e avrebbe trovato grande consenso da parte della comunità provinciale, ma, come si sa, il grosso dei voti viene da Roma e, quindi, i provinciali si arrangino e si rassegnino a venire nella capitale.

La cosa peggiore di tutta questa operazione è che l’Amministrazione si è ben guardata di informare tempestivamente i propri dipendenti, lavorando all’oscuro come se temesse il democratico confronto e tutto ciò è fortemente sospetto.

Per concludere, viste anche le voci che artatamente qualcuno mette in giro, possiamo affermare senza tema di smentite, che la scrivente O.S. COBAS è sempre stata contraria a questa bizzarra operazione e lo ha sempre ribadito nelle sedi in cui ha avuto modo di esprimersi. La nuova RSU ha almeno il merito di aver sollevato la questione ed ora si aspettano risposte adeguate dalla giunta.

Infine, per chi non lo avesse visto, consigliamo la visione di un film di Woody Allen: “Prendi i soldi e scappa”.

COBAS Provincia di Roma

Aderente alla Confederazione dei Comitati di Base

DEPORTATI.doc 26,00 kB

 

 

 

 

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Nel documento sono condensati tutti i sogni e i desideri di quel liberismo incontinente che ha provocato in Europa e nel mondo la crisi economica e finanziaria, quella occupazionale, ambientale ed energetica. Vi sono contenuti: la massima libertà di licenziamento nel lavoro privato e in quello pubblico; la deportazione coatta di dipendenti pubblici da un settore all’altro e l’introduzione della Cassa Integrazione; la cancellazione definitiva dei contratti nazionali e di ogni residuo di democrazia sindacale e di diritti del lavoro; l’ulteriore scempio del sistema pensionistico; l’annullamento del risultato referendario su acqua e servizi pubblici, che si vogliono gettare in pasto globalmente al mercato e alla speculazione privata; la svendita del patrimonio e della ricchezza collettiva (demanio, beni culturali e ambientali ecc..); fino alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole basati sui grotteschi quiz Invalsi, di cui nella primavera scorsa ha riso mezza Italia.



Eravamo appena rimasti “tramortiti” dalla manovra ultima di luglio che è arrivata, ben più pesante, quella di agosto. Per andare incontro alla crisi finanziaria internazionale, al crollo delle borse, ai diktat dei banchieri e delle grandi imprese e su ordine espresso della BCE, il ministro Tremonti, Berlusconi e il governo, con l’obiettivo del fatidico pareggio di bilancio, hanno partorito una manovra-monstre che è di 25,7 miliardi nel 2012 sino ad arrivare nel 2013 a 49,8 miliardi di euro, suscitando la condivisione dei vertici economici europei, il “”grande apprezzamento” della cancelliera tedesca Merkel, la sottoscrizione del decreto del Presidente Napolitano e il nullismo politico della sedicente “opposizione” parlamentare, con gli annessi sindacati governativi. La manovra è una babele di tagli generalizzati a partire dai 6 miliardi nel 2012 e di 2,5 nel 2013 nei Ministeri sino ai 6 miliardi nel 2012 e di 3,5 nel 2013 negli Enti Locali.