Home ›› ARCHIVIO ›› DOCUMENTAZIONE ›› Documenti - Da ottobre 2009

Documenti - Da ottobre 2009

Tra Equitalia e tassazione dei salari

Equitalia è una società per azioni (SPA), a totale capitale pubblico (51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps), incaricata di riscuotere sul territorio nazionale tributi e contributi. E guarda caso il Presidente di Equitalia Attilio Befera è anche Direttore dell’Agenzia delle Entrate e il vice Presidente Antonio Mastropasqua è Direttore dell’Inps.

La diffida per la restituzione delle somme non dovute a titolo TFS - TFR

Si invia, in allegato, la lettera diffida per ottenere la restituzione delle somme indebitamente trattenute sulla busta paga mensile e la sentenza del Tar Reggio Calabria da cui trae origine.

Il Seminario di Pisa del 7 ottobre 2011

LA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA

Cause e conseguenze della crisi

L' Atto di indirizzo quadro per l'Aran del 18 febbraio 2011

E' stata inviata l'ipotesi di Atto di indirizzo quadro per l'Aran, in applicazione di quanto stabilito al punto 5 nell'accordo separato del 4 febbraio, da Brunetta e Cisl, Uil, Confsal e Ugl, che mette pesantemente mano al sistema di relazioni sindacali nel pubblico impiego in ossequio al Dlgs 150/2009. Il testo inviato ai Comitati di Settore non è altro che il definitivo e totale affossamento della contrattazione, da quella nazionale a quella decentrata, e il drammatico circoscrivere le relazioni sindacali al diritto di informazione preventiva, successiva e alla consultazione.

Fondi Pensione nel Pubblico Impiego: IL TEMPO S’AVVICINA

Si moltiplicano i segnali che si sta avvicinando il tempo in cui dovremo sopportare un’altra campagna di falsità con la quale si cercheranno di indurre i lavoratori del Pubblico Impiego a devolvere il loro TFR a qualche fondo pensione chiuso (sinonimi: negoziale, sindacale, contrattuale) o aperto (Società Gestione Risparmio, banca, assicurazione) che sia.

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Nel documento sono condensati tutti i sogni e i desideri di quel liberismo incontinente che ha provocato in Europa e nel mondo la crisi economica e finanziaria, quella occupazionale, ambientale ed energetica. Vi sono contenuti: la massima libertà di licenziamento nel lavoro privato e in quello pubblico; la deportazione coatta di dipendenti pubblici da un settore all’altro e l’introduzione della Cassa Integrazione; la cancellazione definitiva dei contratti nazionali e di ogni residuo di democrazia sindacale e di diritti del lavoro; l’ulteriore scempio del sistema pensionistico; l’annullamento del risultato referendario su acqua e servizi pubblici, che si vogliono gettare in pasto globalmente al mercato e alla speculazione privata; la svendita del patrimonio e della ricchezza collettiva (demanio, beni culturali e ambientali ecc..); fino alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole basati sui grotteschi quiz Invalsi, di cui nella primavera scorsa ha riso mezza Italia.