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Comunicati

SCIOPERO GENERALE DEL PUBBLICO IMPIEGO CONTRO DECRETO BRUNETTA -VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

Il pessimo accordo quadro sul modello di riforma contrattuale- 22 gennaio 2009

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

La giornata di lotta del 16 luglio 2008

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Comunicato stampa unitario Arsenale di Taranto - Giugno 2008

 

 

 

Confederazione Cobas

 

 

 

Assenteismo e morti sul lavoro - Dicembre 2007

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Comunicato stampa elezioni RSU 2007- Novembre 2007

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

L'intesa per i contratti nel Pubblico Impiego - Aprile 2007

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Comunicato stampa su manovalanza Arsenale Militare Taranto - Febbraio 2006

 

 

 

Confederazione Cobas

 

 

 

Comunicato stampa su Arsenale Militare Taranto - Gennaio 2006

 

 

 

Confederazione Cobas

 

 

 

Sciopero generale 25 novembre 2005 - Ottobre 2005

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Continua la devastazione dell'Università pubblica - Settembre 2005

 

 

 

Cobas Università Pisa

 

 

 

Comunicato stampa - Accordo contratti pubblici 27-05-2005

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Comunicato sullo sciopero del 18 marzo 2005

 

 

 

Confederazione Cobas - Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Sciopero del 30 novembre 2004 - Comunicato stampa

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Sciopero Confederale - Comunicato stampa

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Comunicato stampa su Arsenale di Taranto

 

 

 

Cobas Arsenale Taranto

 

 

 

Comunicato Stampa - Sciopero del 21 maggio

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Rassegna Stampa - Liberazione 20-05-04

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego

 

 

 

Meglio tardi che mai

 

 

 

Cobas Università Torino

 

 

 

Comunicato Stampa 10 dicembre 2003

 

 

 

Cobas Università Torino

 

 

 

Comunicato Stampa

 

 

 

Cobas Università

 

 

 

Articolo di stampa sul settimanale "Polis" di Parma 4 ottobre 2003

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego - Fontanellato (PR)

 

 

 

Articolo di stampa sul settimanale "Polis" di Parma

 

 

 

Cobas Pubblico Impiego - Fontanellato (PR)

 

 

 

Situazione trattative

 

 

 

Cobas Università Torino

 

 

 

Comunicato Stampa

 

 

 

Cobas APAT - Roma

 

 

 

L’Assemblea Generale respinge l’ipotesi di accordo

 

 

 

Cobas Università Torino

Niente di nuovo

 

 

Cobas Università Torino

 

Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali, assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO

NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE

USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA

L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.

Nel documento sono condensati tutti i sogni e i desideri di quel liberismo incontinente che ha provocato in Europa e nel mondo la crisi economica e finanziaria, quella occupazionale, ambientale ed energetica. Vi sono contenuti: la massima libertà di licenziamento nel lavoro privato e in quello pubblico; la deportazione coatta di dipendenti pubblici da un settore all’altro e l’introduzione della Cassa Integrazione; la cancellazione definitiva dei contratti nazionali e di ogni residuo di democrazia sindacale e di diritti del lavoro; l’ulteriore scempio del sistema pensionistico; l’annullamento del risultato referendario su acqua e servizi pubblici, che si vogliono gettare in pasto globalmente al mercato e alla speculazione privata; la svendita del patrimonio e della ricchezza collettiva (demanio, beni culturali e ambientali ecc..); fino alla retribuzione dei docenti e al finanziamento alle scuole basati sui grotteschi quiz Invalsi, di cui nella primavera scorsa ha riso mezza Italia.